Il nuovo governo. Un governo peggiore di altri. Almeno dal punto di vista dell’ambiente. Che poi è ciò che più conta. Vediamo perché.

Nello specifico, all’Ambiente, un casiniano favorevole al nucleare. Questa di mettere al dicastero ambientale un personaggio che, anziché favorevole, sia contrario alla difesa dell’ambiente, è oramai una peculiarità tutta italiana. Da Matteoli, favorevole alle grandi opere ed alla caccia, a Clini, favorevole anch’egli al nucleare e distintosi nella vicenda dell’Ilva di Taranto, a questo Gian Luca Galletti, appunto dichiaratamente a favore dell’atomo.

Al Ministero dei Beni Culturali non aveva operato male Massimo Bray, per quel poco che gli hanno lasciato fare. Segato. Al suo posto il sempiterno Franceschini cui bisognava pur trovare una poltrona.

Chi si illudeva poi che ci potesse essere maggiore attenzione al nostro dissestato territorio, penso si possa mettere il cuore in pace. Con Giuliano Poletti, presidente di Legacoop al Ministero del Lavoro, siamo certi che le grandi opere continueranno ad essere viste per quelle che sono. Non già un disastro, ma un’occasione di lavoro. Maurizio Lupi alle Infrastrutture garantisce continuità sul fronte Tav, Orte – Mestre e chissà cos’altro, se questi qui (Dio ce ne scampi) rimarranno davvero al governo fino al 2018. La Guidi – formatasi in Confindustria – allo Sviluppo Economico sembra essere in perfetta sintonia. La Pinotti alla Difesa, già favorevole alle nostre “missioni di pace” ed all’acquisto degli F35, completa il quadro a tinte fosche.

Non c’entra nulla, ma c’è qualcosa di più demagogico delle quote rosa?