Harold Ramis, la star di Ghostbusters, è morto a Chicago all’età di 69 anni. L’allampanato dottor Egon Spengler che con Bill Murray e Dan Aykroyd andava in giro ad acchiappare fantasmi per le strade di New York è stato però prima di tutto uno dei più importanti registi della Hollywood comica anni settanta, flirtando con colleghi del calibro di John Landis e Ivan Reitman, e ancora con attori come John Belushi e Rick Moranis.

Nato a Chicago nel 1944, Ramis si laurea alla Washington University di St. Louis, Missouri, e pochi anni dopo è già pronto a far ridere gli americani occupandosi di una rubrica umoristica sul celebre rivista erotica Playboy. Ma la svolta avviene agli inizi degli anni settanta quando si trasferisce a New York e con la compagnia di teatro Second City si mette a scrivere ed interpretare lo spettacolo National Lampoon Show in un teatrino del Greenwich Village: 350 repliche e debutti storici come quello di John Belushi e Chavy Chase. L’incontro con il gruppo comico dello Saturday Night Live fa il resto. Nel 1978 Ramis porta a termine lo script di Animal House assieme a Douglas Kenney e Chris Miller, rielaborando le esperienze di matricola nella confraternita universitaria della Washington. Ivan Reitman produce e dirige, John Belushi è Bluto: 3 milioni di dollari di budget e solo negli Usa 140 milioni d’incassi. È la storia del cinema comico/demenziale anni settanta/ottanta negli Usa. Il bis nel 1980 avviene passando direttamente alla regia con la prima di parecchie collaborazioni con Bill Murray e Chavy Chase davanti alla cinepresa: Palla da Golf (1980), altro successo commerciale Usa, praticamente invisibile in Italia.

Ma è nel 1984 che Ramis, assieme a Dan Aykroyd scrive la sceneggiatura di Ghostbusters, diretto da Reitman e con interpreti principali i sodali Aykroyd e Murray. Altro successo planetario che verrà doppiato da uno scadente sequel nel 1989, sempre scritto da lui. Il regista Ramis dà invece prova di grande talento comico con Ricomincio da capo (1993). Ancora Bill Murray davanti la macchina da presa per la storia di un meteorologo di una tv locale giunto a Punxtsutaweney (Pennsylvania) per raccontare l’annuale ricorrenza del Giorno della Marmotta. Intrappolato in una sorta di magico cortocircuito temporale una volta andato a dormire l’uomo si risveglia continuamente la mattina del giorno precedente ed è costretto a rivivere la stessa giornata in eterno, fino a quando l’amore per la bella Andie MacDowell sbloccherà il circolo vizioso.

Terzo successo planetario per Ramis è infine Terapie e pallottole (1999), coevo – e per molti antesignano – della serie tv The Sopranos con Robert De Niro, boss mafioso in crisi che ricorre ad uno psichiatra come Billy Cristal. Il modello si ripete con Un boss sotto stress (2002) ma non con lo stesso successo di pubblico. Ramis ha diretto undici film e ritentato un rilancio comico affidandosi ad un attore comico di nuova generazione come Jack Black, ma Anno zero (2009), storia di due cavernicoli protagonisti di un lungo e sgangherato viaggio biblico ha soltanto il pregio di avere tra i produttori Judd Apatow, colui che forse di Ramis ha raccolto l’afflato comico del milieu del Saturday Night Live anni duemila puntando su Will Farrell e compagnia.