Oltre 40 deputati coinvolti nei tumulti dell’Aula della Camera dopo il voto sul decreto Imu-Bankitalia del 29 gennaio prima e durante le commissioni in programma a Montecitorio il giorno successivo. In gran parte parlamentari al Movimento Cinque Stelle che hanno messo in atto “comportamenti volti ad impedire il funzionamento degli organi parlamentari e l’esercizio del diritto di voto dei deputati”. Tuttavia, nella relazione dei questori della Camera sulle ultime sedute di Montecitorio, si trova anche un giudizio negativo su Stefano Dambruoso (Scelta Civica), questore a sua volta, che ha colpito in volto la collega Loredana Lupo (M5s) durante il caos del voto avvenuto dopo la decisione della presidente Laura Boldrini per la cosiddetta “ghigliottina”: Dambruoso – dicono i questori – “è risultato estraneo alle funzioni da questi ricoperte” nella qualità di questore. Il parlamentare – ex pm antiterrorismo – si era giustificato dicendo che aveva agito così per difendere la presidente Boldrini. Infine Alessandro Di Battista il cui comportamento viene definito nella relazione dei questori “di particolare gravità” per aver impedito al capogruppo del Pd Roberto Speranza di rilasciare un’intervista. Tra gli altri deputati Cinque Stelle sotto osservazione anche Silvia Benedetti, che secondo il rapporto dei due questori Paolo Fontanelli (Pd) e Gregorio Fontana (Forza Italia) durante la bagarre di Montecitorio ha morso il braccio di un commesso che stava tentando di impedirle di sedersi sui banchi del governo. 

Boldrini: “Saremo obiettivi”. Di Maio: “Servirà un maxi processo…”
Ora la relazione di Fontanelli e Fontana sarà rimessa al giudizio dell’ufficio di presidenza della Camera che deciderà che provvedimenti prendere. “Dovremo istituire un maxi processo…” ironizza il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5s). Di Maio ha spiegato che che l’esame dei casi oggetto dell’istruttoria potrà essere eseguito in alcuni casi sommariamente, per l’insieme dei deputati che hanno contribuito ai disordini a Montecitorio: “Noi, tuttavia, ci batteremo affinché i casi vengano tutti esaminati singolarmente”. Tutti i deputati dovranno essere personalmente auditi tra giovedì e lunedì prossimi. “Andiamo avanti secondo un metodo condiviso da tutti – ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini durante l’ufficio di presidenza – Sarà un lavoro lungo, ma non ci saranno due pesi e due misure. Saremo obiettivi per ripristinare le condizioni di vivibilità della nostra Istituzione”. Al termine della lunga riunione, nella quale i questori Fontana e Fontanelli hanno presentato la loro relazione, la presidente Boldrini ha manifestato “gratitudine agli assistenti parlamentari ed ai funzionari della Camera, che hanno dimostrato una grande capacità di tenuta e l’impegno di sempre al servizio della Istituzione”. “In democrazia – aggiunge la vicepresidente Marina Sereni (Pd) – ci si alterna nei ruoli di maggioranza e di opposizione e dunque è interesse di tutti far sì che le regole siano equilibrate e rispettate”.

La relazione: “Dambruoso ha colpito la Lupo tra collo e volto”
Di Maio tuttavia ha apprezzato la valutazione sulla situazione di Dambruoso espressa dai questori. Per giunta il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti (che pure non era stato tenero con il Movimento Cinque Stelle in un’intervista al fattoquotidiano.it) ha sottolineato l’opportunità che Dambruoso si dimetta da questore. La relazione spiega che Dambruoso “nell’intento di allontanare la deputata Lupo” dal banco del governo “protendeva il braccio destro colpendola con la mano tra il collo e il volto e sospingendola al centro dell’emiciclo. Ne nasceva un diverbio, durante il quale Dambruoso respingeva per due volte la deputata con le mani, mentre un assistente parlamentare si frapponeva trai due deputati”.

“Numerosi parlamentari volevano impedire il funzionamento del Parlamento”
Secondo i questori di Montecitorio “numerosi parlamentari”, prevalentemente del Movimento 5 stelle “hanno adottato comportamenti che, esulando da ogni forma legittima di ostruzionismo o di contestazione, sono stati finalizzati ad
ostacolare materialmente, vale a dire attraverso forme fisiche di impedimento, il funzionamento degli organi parlamentari e a precludere ad altri deputati la possibilità di esercitare le proprie funzioni”. “Si tratta – spiegano i questori nella relazione – di un fenomeno di eccezionale gravità sul piano istituzionale che deve essere chiaramente contrastato con la dovuta fermezza” con sanzioni. Le sanzioni massime previste dal regolamento, è stato ricordato da Fontanelli vanno dai due ai 15 giorni di sospensione. Gli eventuali profili penali dei fatti avvenuto saranno oggetto di una ulteriore e successiva relazione da parte dei Questori.

“Eventuali sospensioni non durante il dibattito sull’Italicum”
Considerato che tutti gli oltre 40 deputati coinvolti in diversi eventi dovranno essere auditi dall’Ufficio di presidenza per valutare le differenti posizioni di ciascuno, e che ciò può avvenire solo quando non ci sono votazioni in assemblea, è probabile che per avere le sanzioni ci vorranno ancora diversi giorni. “E’ stata rappresentata – spiega – l’esigenza di far sì che le sospensioni non si attuino nelle giornate in cui verrà esaminata la riforma della legge elettorale”, che tornerà in Aula dall’11 febbraio. 
I questori comunque divideranno le sanzioni secondo due fattispecie: “Comportamenti volti ad impedire il funzionamento degli organi parlamentari e l’esercizio del diritto di voto da parte dei deputati”, e “comportamenti che hanno determinato una grave turbativa dei lavori parlamentari e comportamenti consistiti nel passaggio alle vie di fatto”.

“Benedetti (M5s) ha morso un commesso”
La relazione riferisce analiticamente i comportamenti dei deputati. 
In particolare viene spiegato che “avevano luogo contatti fisici tra i deputati e gli assistenti parlamentari che tentavano di trattenerli. In particolare, la deputata Silvia Benedetti mordeva il braccio di un assistente parlamentare che stava tentato di impedirle di sedersi sui banchi del governo”. Infine il comportamento di Di Battista, ritenuto di particolare gravità. Le valutazioni conclusive dei questori ricordano come in sala stampa il deputato Cinque Stelle abbia impedito a Speranza di fare una dichiarazione alla stampa, costringendo il capogruppo Pd a lasciare la sala stampa.