Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. Un’analisi di Bankitalia punta i riflettori sulla disparità di ricchezza in Italia, rivelando che secondo i bilanci delle famiglie relativi al 2012 il 10% dei nuclei familiari più ricchi possiede il 46,6% della ricchezza netta totale (in aumento dal 45,7% di due anni prima). Dall’indagine, che individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l’anno (15.300 euro per una famiglia di tre persone), risulta che la “povertà pseudo assoluta” sale intanto dal 14% del 2010 al 16% nel 2012 e che un povero su tre è immigrato.

Reddito familiare medio scende del 7,3%
Crolla, intanto, il totale in busta paga. Il reddito familiare medio in termini nominali (quindi non tenendo conto dell’influenza degli aspetti monetari) è diminuito del 7,3%, mentre la ricchezza media del 6,9 per cento. Oltre al calo di reddito e ricchezza familiare, nel 2012 è sceso del 6% anche il reddito equivalente, ovvero quella misura del benessere economico dell’individuo che tiene conto della dimensione e della struttura demografica della famiglia in cui vive. Quest’ultimo, nel 2012 è risultato pari a circa 17.800 euro per individuo (ovvero circa 1.500 euro al mese). E’ stato superiore per i laureati (circa 2.350 euro al mese), i dirigenti (2.700 euro) e per gli imprenditori (2.550 euro), mentre per gli operai, i residenti nel Mezzogiorno e i nati all’estero presentano valori medi inferiori.

Tra il 2010 e il 2012 il deterioramento delle condizioni economiche, in termini di reddito equivalente fatta cento la media generale, è stato più accentuato per i lavoratori indipendenti (il cui indice passa da 144 a 138% della media) rispetto a quello dei dipendenti e delle persone in condizione non professionale (entrambi stabili intorno rispettivamente a circa 109 e 91). Solo l’indice relativo ai pensionati sale da circa 108 a 114. Quanto infine alla ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e della attività finanziarie (depositi, titoli di stato, azioni ecc) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti) presenta un valore mediano, ovvero quello detenuto dalla famiglia che occupa la posizione centrale nella distribuzione della ricchezza, pari a 143.300 euro.

Metà delle famiglie con meno di 2mila euro al mese
Considerando le singole famiglie, dall’indagine di via Nazionale emerge che in Italia metà dei nuclei familiari vive con meno di 2mila euro al mese. In particolare, solo la metà delle famiglie ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro, mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro.

Il reddito in Italia diminuisce soprattutto per i più giovani mentre gli anziani stanno al sicuro. Secondo quanto emerge dall’indagine di Bankitalia sui bilanci delle famiglie, tra il 2010 e il 2012 il reddito equivalente si è infatti ridotto per tutte le classi di età, tranne per coloro con più di 64 anni. Tra il 1991 e il 2012, spiega ancora via Nazionale, la posizione relativa (in termini di reddito equivalente) migliora per le classi di età più elevate, mentre diminuisce per le fasce giovanili.

Nomisma: “Colpisce l’aumento delle ineguaglianze”
“L’indagine di Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie conferma il forte arretramento subito, in media, nell’arco dell’ultimo biennio dalle famiglie italiane in termini sia di reddito sia di ricchezza”, ha commentato Sergio De Nardis, capo economista della società di studi economici Nomisma. “Quello che più colpisce è l’aumento delle ineguaglianze che questo deterioramento medio sottende. La concentrazione dei redditi si è, infatti, ulteriormente accentuata rispetto ai già elevati valori del 2010″.