Vi è mai piaciuta una serie televisiva a tal punto da voler investire i vostri soldi per vederla trasposta sul grande schermo? In Italia, specie in tempo di crisi, un progetto del genere non sarebbe stato capito, al contrario, probabilmente sarebbe stato criticato. Ci sono problemi più importanti della realizzazione di un film. In America evidentemente non la pensano così e il caso di Veronica Mars ne è l’emblema. La serie tv creata da Rob Thomas e andata in onda tra il 2004 e il 2007 sulla UPN, per le prime due stagioni e sulla The CW per la terza e ultima stagione, ha da sempre appassionato milioni di fan, con il suo linguaggio a metà tra teen drama, commedia e crime.

La protagonista, interpretata dall’ormai navigata Kristen Bell, era una liceale che nel tempo libero dopo la scuola si dedicava all’investigazione, attività portata avanti insieme a suo padre ex poliziotto (Enrico Colantoni). La prima stagione fu un successo, acclamata dalla critica, ottenne una media di 2,5 milioni di telespettatori negli States, guadagnandosi numerosi premi e nomination, tra cui due Satellite Awards e i Teen Choice Awards, i tanto ambiti premi dei teenager, che premiando in base alle proprie preferenze, muovono l’ago della bilancia del gradimento di prodotti come questo. Già quando il 17 maggio 2007, a causa dell’incostanza negli ascolti, la The CW annunciò la cancellazione della serie i fan risposero mandando più di 10.000 barrette Mars alla sede dell’emittente televisiva, con la speranza che il network cambiasse idea, cosa che purtroppo non avvenne. In seguito, Thomas scrisse la sceneggiatura per la trasposizione cinematografica della serie, ma la Warner Bros. non approvò il progetto, fino all’inizio dell’anno scorso.

Sembrano passati anni, in effetti, da quando il Veronica Mars Movie Project è iniziato, ma in realtà sono solo dieci mesi da quando il progetto è stato lanciato su Kickstarter, la più celebre piattaforma di crowdfunding. A oggi, a poche settimane dall’uscita americana del film, fissata per il 14 marzo, possiamo dire che Rob Thomas e Kristen Bell hanno avuto l’idea migliore, quella di rivolgersi ai propri fan. A ben pensare, la ricerca di fondi tramite piattaforme online non è del tutto nuova ed è arrivata sotto la luce dei riflettori grazie a una tra le persone più influenti del pianeta. Sì, perchè il crowdfunding ha raggiunto la notorietà per merito di Barack Obama, che è riuscito a pagare gran parte della sua campagna elettorale con i soldi donati dai suoi elettori. Anche oltreoceano ci sono stati nel tempo esempi di successi per iniziative come questa, basti pensare alla campagna “Tous Mecenes” (tutti mecenati) del Louvre, grazie alla quale, dopo aver raccolto 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community, il museo parigino ha potuto acquistare il capolavoro rinascimentale “Le tre grazie” di Cranach da un collezionista privato.

Ma il caso di Veronica Mars ha dell’incredibile e specialmente nel settore dell’intrattenimento è diventato un vero e proprio caso. Un esempio di produzione fatta col passaparola, aiutata dalla rete che con eccellente rapidità ha raggranellato in sole 10 ore ben 2 milioni di dollari, raggiungendo il “goal” prefissato per la campagna. Un percorso da record, che ha abbattuto diversi traguardi su Kickstarter, tra cui quello di arrivare più velocemente al milione di dollari e quello del maggior finanziamento pubblico di sempre nella categoria film. Alla fine della campagna, il progetto ha raggiunto un totale di oltre 5,7 milioni di dollari ottenuti da oltre 91mila donatori ed è proprio grazie a loro che la Warner si è convinta a produrre il film, facendo approdare Veronica Mars sul grande schermo.

Se questo è probabilmente uno dei più importanti e meglio riusciti progetti in questo settore, non è stato di certo il primo. Altri nomi celebri hanno fatto appello ai fan, come lo sceneggiatore Charlie Kaufman (Essere John Malkovich, Se mi lasci ti cancello) che ha lanciato una campagna per realizzare il suo lungometraggio in animazione stop-motion “Anomalisa”, raggiungendo il traguardo di 200mila dollari o la star di “Scrubs” Zach Braff che ha chiesto alla rete la soglia minima di 2 milioni per il suo nuovo film Wish I Was Here. Ma la creatura di Kirsten Bell e soci, con un risultato oltre ogni previsione, ha decisamente cambiato le regole del gioco, dando la speranza a tutti quei cineasti indipendenti che fino a oggi si sono visti sbattere la porta in faccia dalle grandi case di produzione.