Giancarlo Muzzarelli si candida a sindaco di Modena per il Partito democratico. L’ufficializzazione è arrivata durante l’ultima assemblea dei democratici modenesi dove, dopo la rinuncia di Stefano Bonaccini, il nome dell’assessore alle attività produttive della giunta Errani è stato presentato come il candidato del partito, mentre da diversi mesi e in differenti modi si erano già ufficiosamente candidate altre due figure chiave del Pd di Modena: l’assessore comunale alle politiche sociali e abitative, Francesca Maletti, e un altro storico assessore comunale, quello alla scuola, Adriana Querzé. I tre, insieme all’ambientalista Paolo Silingardi, si sfideranno alle primarie di domenica 2 marzo.

Muzzarelli, classe 1955, è un bancario in aspettativa, e oltre al ruolo chiave all’interno della giunta regionale, è stata una delle figure impegnate nella ricostruzione post terremoto dell’Emilia Romagna; inoltre è stato sindaco di Fanano (Mo) negli anni ’80, poi negli anni ’90 assessore provinciale e infine vicepresidente della provincia di Modena. Sostenitore di Bersani e poi di Gianni Cuperlo, di lui si è parlato più volte come il successore di Errani alla guida della Regione Emilia Romagna. Una decisione che ora apre la strada a nuove congetture sulla successione in via Aldo Moro.

“Ho scelto di candidarmi per un atto d’amore verso la città di Modena”, ha spiegato l’assessore regionale nato proprio sotto la Ghirlandina al Corriere della Sera, “non posso dimettermi ora – ha aggiunto – perché ci sono troppe cose importanti da fare. Mi riferisco alla ricostruzione del dopo terremoto, ai fondi europei e alla legge sull’attrattività per le aziende che presto andrà in aula”. Una scelta che sta attirando molte critiche in diversi ambienti del centrosinistra perché corroborata da un’ulteriore scelta di Muzzarelli che, mutuando una celebre frase di Trapattoni, ha escluso di lasciare anche dopo l’ipotesi di vittoria alle primarie locali più travagliate degli ultimi anni per il Pd: “Non si deve dire gatto se non ce l’hai nel sacco, bisogna vincere le elezioni”.

La candidatura Muzzarelli rischia di fare concorrenza nello stesso bacino di voti dell’assessore Querzé, simile l’area di provenienza più legata allo storico Pci. Mentre si pone in aperto conflitto con la candidatura Maletti, non più di 48 ore fa arricchita dall’endorsement dal deputato modenese, vicinissimo a Renzi, Matteo Richetti. Il quarto candidato, l’ambientalista Paolo Silingardi, iscritto al Pd, si è però lamentato sulla sua pagina Facebook parlando di “regolamento bizantino” approvato dal partito per la presentazione delle candidature e la raccolta firme delle imminenti primarie: “Ho sempre detto di essere interessato alle primarie del centro sinistra e non ad eventuali primarie del Pd. A Modena che cosa faremo? Chi lo dice che sono del centro sinistra? Ma una domanda su tutte, qual è il senso politico di tutto sto casino? C’è una chiara e fortissima istanza di cambiamento e rinnovamento, c’è bisogno di un confronto sulle cose da fare, perché si fa di tutto per impedirlo? La prima lettura è che c’è tanta paura, paura di perdere potere e ci si chiude in casa, alzando palizzate di carta”.

La partecipazione di Muzzarelli alle primarie, la corsa a sindaco di Modena, e soprattutto la vittoria alle elezioni che non sembra poi così facile, porterebbero ad un inevitabile rimpasto nell’esecutivo di Viale Aldo Moro con un nome su tutti candidato alla successione sulla poltrona dell’assessorato alle attività produttive: il vicepresidente della Provincia di Bologna, Giacomo Venturi.