Via libera dell’aula della Camera alla fiducia posta dal governo sulla legge di stabilità. Hanno votato sì in 350, no in 196 e uno astenuto. Una legge difesa fino all’ultimo dal Presidente del Consiglio Enrico Letta: “Tutti chiedono, ma la somma del tutti chiedono è la bancarotta, e io mi assumo la responsabilità di fare delle scelte. Le inversione di tendenza ci sono tutte. Ognuno ha caricato la legge di aspettative che non possono portare tutte a un risultato. Mi assumo la responsabilità della prudenza del buon padre di famiglia. Fare scelte imprudenti è un errore e io non mi sento di far correre a questo Paese rischi che ha corso qualche tempo fa, quando si raccontava che tutto era possibile”. I provvedimenti presenti nel testo hanno fatto discutere molti. E dopo la rivolta dei Comuni, il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio ha cercato di tranquillizzare gli animi: “E’ in arrivo un provvedimento, per incrementare le detrazioni sulla Tasi. Prima della fine dell’anno”, spiega, “ci sarà un decreto in cui sarà rivista la flessibilità delle aliquote per le detrazioni alle famiglie: oltre ai 500 milioni, previsti dalla legge di stabilità, saranno stanziate altre risorse per arrivare, complessivamente, a 1,2-1,3 miliardi”. E anche il premier, Enrico Letta, sta provando a riattivare il dialogo: Il governo farà “attenzione alle questioni poste ma – ha detto da Bruxelles – invito i comuni ad avere un atteggiamento dialogante”.

Meno tasse sul lavoro, nuova tassazione sulla casa, miglior accesso al credito per le imprese e le famiglie, ritorno del bonus bebè, sanatoria per le spiagge, procedure semplificate per la costruzione di nuovi stadi. Sono queste le principali misure contenute nella legge di stabilità:

Taglio cuneo fiscale – Aumentano le detrazioni per lavoro dipendente per i redditi tra gli 8.000 e i 55.000. La modulazione dei benefici farà sì che le detrazioni saranno maggiori per i redditi più bassi (sui 200 euro l’anno fino a 20.000 di stipendio) per scendere gradualmente fino ad azzerarsi a quota 55.000.
Fondo taglia tasse – Nel nuovo Fondo per la riduzione della pressione fiscale confluiranno le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale, comprese le una tantum per il 2014, che saranno destinate a deduzioni Irap e ad aumentare le detrazioni Irpef.
Imposte casa – Viene ripresa la “service tax” così come varata dal governo Berlusconi nel marzo 2011, che ora assume il nome di Iuc: Imposta Unica Comunale. La IUC si basa su due presupposti: il possesso di immobili da cui deriva l’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali; la fruizione di servizi comunali a cui sono collegati un tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e una tassa sui rifiuti (TARI), a carico dell’utilizzatore. L’aliquota massima Imu+TASI non può superare il 10,6%. Per il 2014, l’aliquota massima della TASI relativa alla prima casa non può eccedere il 2,5 per mille.
Fondo di garanzia credito a imprese e famiglie – La Cassa Depositi e prestiti potrà finanziare o dare prestare garanzie in favore delle grandi imprese e non più solo delle Pmi. Inoltre viene istituito il “Sistema nazionale di garanzia”, per facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese. Il “Sistema” comprende Fondo di garanzia per le Pmi (con una sezione speciale “Progetti di Ricerca e Innovazione”), e il Fondo di garanzia per la prima casa.
Pensioni ed esodati – per le pensioni fino a tre volte il minimo viene garantita la rivalutazione del 100%; fino a quattro volte il minimo sono rivalutate al 95%; l’indicizzazione scende col salire dell’assegno. Vengono stanziati 950 milioni dal 2014 al 2020 per altri 17.000 esodati di sei diverse categorie.
Pensioni d’oro – Contributo di solidarietà per le pensioni elevate: 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; il 12% oltre i 128.811,80 euro; il 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui. Non potranno essere cumulati, oltre l’importo di 303.000 euro l’anno, le pensioni e gli stipendi da incarichi pubblici. Colpisce soprattutto grand commis dello Stato.
Contributo solidarietà redditi elevati – per i redditi superiori ai 300.000 euro l’anno viene confermato il contributo di solidarietà del 3% per il triennio 2014-2016.
Vitalizi – Gli Organi Costituzionali con autogoverno finanziario, il Parlamento e le Regioni, dovranno istituire un contributo di solidarietà sui vitalizi.
Risparmio energetico – le detrazioni del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici, viene prorogata al 31 dicembre 2014; nel 2015 scenderà al 50%.
Ristrutturazioni edilizie – prorogata a tutto il 2014 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni (per un massimo di 96 mila euro); nel 2015 la detrazione scende al 40%.
Ristrutturazioni antisismiche – viene prorogata di un anno la misura della detrazione al 65% attualmente prevista sino al 31 dicembre 2013; la detrazione cala al 50% per l’anno 2015.
Borse di studio – dal 2014 il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio universitarie è incrementato di 50 milioni di euro.
Bonus bebé – per il 2014 è istituito un Fondo per i nuovi nati, per contribuire al sostegno di bambini nati o adottati appartenenti a famiglie a basso reddito.
Web tax – non istituisce una nuova imposta ma stabilisce che le multinazionali del Web per vendere pubblicità in Italia devono avere partita Iva italiana; i pagamenti a loro favore devono essere tracciabili.
Nuovi stadi – semplificazioni e credito agevolato per chi costruisce nuovi impianti. Potranno essere costruiti attorno ad essi negozi, ma non abitazioni.
Spiagge – sanatoria per i contenzioni sui canoni demaniali. Si chiude pagando il 30%, oppure il 70% in nove rate annuali.
Rottamazione cartelle esattoriali – le cartelle Equitalia ricevute entro il 31 ottobre 2013, potranno essere saldate entro il 28 febbraio 2014, pagando solo la somma originaria e non gli interessi e la mora.

Enrico Letta ha incassato quindi la fiducia della Camera. Sostegno da parte del Partito democratico: “Votiamo convintamente la fiducia al Governo”, ha detto il deputato Pd Fabio Melilli, “per aver condiviso pienamente l’impianto della legge di stabilità, una legge che si colloca in una situazione difficilissima per il nostro Paese e per questo la legge di stabilità compie una scelta radicale, cioè ritornare a dare risorse al sistema Paese”. La Legge di stabilità ”è pessima”. Ha ribadito invece Stefano Borghesi, esponente della Lega che descrive “enti locali soffocati dal patto di stabilità; sindaci che non riescono a far quadrare bilanci. Un continuo crollo dei consumi”. Insomma “usciremo dalla crisi con le ossa rotte e pagando un prezzo altissimo. La situazione imponeva scelte chiare che purtroppo non sono state prese”. Contrario anche Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio: “Il premier Enrico Letta è uno zombie che cammina”, ha dichiarato a Radio Montecarlo, “Prima finisce l’esperienza di questo esecutivo, meglio è. Sulla Legge di Stabilità siamo tornati all’assalto alla diligenza, alla Prima Repubblica, tutto per comprare consenso e tempo, per sopravvivere ancora un po'”, ha attaccato l’esponente di FI, “abbiamo un governo delegittimato nei confronti del Paese, di tutte le forze politiche, economiche e sociali. Basti pensare alle botte da orbi tra il presidente del Consiglio e quello di Confindustria, Giorgio Squinzi”. Insomma, si è chiesto Brunetta, “chi appoggia questa compagine governativa? Non mi pare il Pd, non so dove sia finito lo stesso Mario Monti, gli unici a favore sono i poltronisti del Nuovo Centrodestra perchè gli elettori del centrodestra stanno semmai dalla nostra parte, dalla parte di Forza Italia”.