Riparte il braccio di ferro tra Agcom e Ue sulle tariffe dell’accesso alla rete telefonica in rame, quelle cioè che gli operatori concorrenti di Telecom Italia devono pagare per l’accesso alla rete in rame “ritenendo corretta la propria valutazione del costo del capitale”. Raccogliendo i consensi degli operatori alternativi, l’Authority italiana ha confermato la sua decisione sul taglio dei prezzi dell’unbundling che la scorsa estate è stato ridotto da 9,28 a 8,68 euro/mese. Confermate anche le misure relative all’accesso agli armadi di strada di Telecom Italia (cd. street cabinet), misure che incentiveranno la competizione tra operatori infrastrutturati nella fornitura di servizi a banda ultra-larga su reti di nuova generazione.

Sulle proposte dell’Autorità, ricorda il comunicato dell’Agcom, “la Direzione Generale Connect della Commissione Europea aveva avviato una fase di approfondimento, della durata di tre mesi (la cosiddetta Fase 2, ai sensi dell’articolo 7 della Direttiva Quadro), sollevando una serie di dubbi in relazione ad alcuni aspetti procedurali e di merito (in particolare, in tema di costo del capitale riconosciuto a Telecom Italia, il cosiddetto WACC); al termine della Fase 2 (nel corso della quale il Berec aveva invece espresso parere positivo sulle misure dell’Agcom), la Commissione, il 12 dicembre scorso, ha adottato una raccomandazione chiedendo all’Autorità di riconsiderare le proprie decisioni, con particolare riferimento al calcolo del costo del capitale”. Sono stati, viceversa, superati tutti i rilievi sugli aspetti procedurali dei procedimenti svolti dall’Agcom. 

“Le decisioni odierne  consentiranno di portare a termine il percorso di definizione dei costi di accesso all’ingrosso alla rete in rame, alla rete in fibra ottica, promuovendo il passaggio alle reti di nuova generazione e la concorrenza tra operatori”, conclude il comunicato. Bruxelles da parte sua ne prende atto ma chiede, entro l’11 gennaio, “spiegazioni convincenti”, adombrando la possibilità di un’azione legale. Film analogo da parte di Telecom che ha preso atto della decisione dell’Agcom e “si riserva ogni azione idonea a tutela dei propri interessi”. 

 

Applausi, invece, dalla concorrenza. Fastweb, per esempio,”esprime apprezzamento per la decisione”. La compagnia telefonica che fa capo al gruppo delle comunicazioni svizzero Swisscom sottolinea come “la determinazione dell’Autorità va nella giusta direzione per ripristinare il corretto meccanismo concorrenziale nel mercato della telefonia fissa, stimolando gli investimenti degli operatori alternativi a vantaggio dei clienti finali”. Analogamente Vodafone ha fatto sapere di apprezzare “il grande lavoro e impegno dell’Autorità che con questa decisione ribadisce la volontà di aprire il mercato della telefonia fissa. Questa decisione darà grande impulso agli investimenti di Vodafone a beneficio di consumatori e imprese”.