Il governo ottiene la fiducia anche al Senato con 173 voti favorevoli, 127 contrari e zero astenuti, dopo averla incassata alla Camera con 379 sì, 212 no e due astenuti. Ma la notizia, anche oggi, è lo scontro frontale tra il partito e il governo da una parte e il Movimento Cinque Stelle dall’altra. A partire dal discorso del presidente del Consiglio Enrico Letta che si è presentato alle Camere per chiedere un nuovo “tagliando” – su richiesta del presidente della Repubblica – dopo l’uscita dalla maggioranza di Forza Italia. “Basta incitare alla violenza e fare maceria della democrazia rappresentativa” ha detto Letta. Il suo è un attacco aperto al leader del M5s. Beppe Grillo ha infatti scritto una lettera aperta alle forze dell’ordine “perché si uniscano alle proteste dei cittadini”, scatenando numerose polemiche. “Sono tempi amari – ha affermato il presidente del Consiglio – in cui si tenta di immiserire quest’Aula con parole e azioni illegittime, figlie di una cultura politica che mette all’indice i giornalisti vuole fare maceria degli edifici stessi della democrazia rappresentativa e arriva ad incitare all’insubordinazione le forze dell’ordine”. Il filmato del discorso del capo del governo finisce subito nella bacheca di facebook di Beppe Grillo che da lì replica laconico: “Letta mente agli italiani e offende M5S” scrive. Una battaglia aperta che forse mai era arrivata a tale intensità.

Il discorso di Letta e lo scontro con il M5s
D’altra parte lo scontro frontale tra Letta e il Movimento 5 Stelle è continuato anche nel corso della discussione nell’aula di Montecitorio. Il deputato Riccardo Nuti interviene ribadendo la denuncia della stampa che “riporta notizie false su giornali di partito”. Parole che hanno provocato la diretta risposta di Letta: “Pensavo che le accuse di Grillo ai giornalisti Oppo e Merlo fosse una gaffe e immaginavo che si finisse ed invece vedo che il collega Nuti ha rilanciato che o i giornalisti scrivono le cose che vi piacciono o vengono messi alla gogna. E’ inaccettabile. Trovo inaccettabile che il Movimento 5 Stelle metta alla gogna chi non la pensa come Grillo. Ogni mattina aprendo i giornali trovo critiche al mio operato, parole che non condivido dal mio punto di vista. Ma è il mio. Non si può attaccare chi fa informazione. Siamo qui per ribadire l’importanza delle istituzioni”. Il nuovo intervento scalda gli animi dei deputati, dal gruppo M5S si levano grida, i parlamentari del Pd applaudono in piedi e gridano “fascisti”

Letta dice che è pronto a “combattere come un leone“, anche se “nessuno ha la bacchetta magia”: “Ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paese proprio quando sta rialzandosi: l’Italia è pronta a ripartire ed è nostro obbligo generazionale aiutarla. Da oggi giochiamo in attacco per evitare di sprofondare”. A chiedere il nuovo voto del Parlamento era stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a inizio dicembre dopo la scissione in seguito alla decadenza del Cavaliere.

Il presidente del Consiglio a Montecitorio ribadisce la sua intenzione di non voler “governare a tutti i costi”. “Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio. Rivendico la positività di questi mesi, la maggioranza oggi è più coesa e dobbiamo archiviare un ventennio sprecato”. L’attacco è a quelli che chiama “populisti”: “Chi cavalca il populismo anti Europa non voti la fiducia al mio governo. Senza l’Europa non si salva nessuno e noi dobbiamo essere credibili. E per esserlo bisogna avere i conti in ordine, come oggi accade. Lo ricordiamo anche ai tecnocrati di Bruxelles”. Il capo del governo chiede quindi cambiamenti e riforme anche in questo ambito, a partire dall’unione bancaria: “Il mondo cambia e l’Europa non può più aspettare”. 

Il patto di maggioranza
Letta al fianco del vice Angelino Alfano, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini e di quasi tutto l’esecutivo al completo, presenta quello che lui chiama il “patto 2014“. “Dobbiamo avere entro 18 mesi istituzioni che funzionano e una democrazia più forte e solida”. Quattro gli assi portanti dell’azione di riforma: la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione delle province, la fine del bicameralismo perfetto, la riforma del titolo V della Costituzione. Dobbiamo “rapidamente definire i ddl costituzionali per raggiungere questi obiettivi, sarà utilissimo in questo il lavoro del comitato dei saggi”. Senza dimenticare la riforma della legge elettorale: “Bisogna andare verso un meccanismo maggioritario. Si deve facilitare la scelta dei cittadini e creare un legame tra elettori e eletti. Nessuno pensi a una legge punitiva verso altri: governo, maggioranza, il Parlamento tutto lavori per dare pronta attuazione alla sentenza della Consulta e restituire la scelta ai cittadini”. E infine, promette entro l’anno l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Per quanto riguarda la crescita, Letta dice: “Il 2014 sarà il primo anno con il segno più dalla crisi. Siamo l’unico grande Paese sotto il 3% di deficit. Ufficialmente ieri è arrivata la notizia che abbiamo arrestato la decrescita. E’ vero però che abbiamo un colossale debito pubblico e dobbiamo aggredirlo al più presto: quest’anno spenderemo 90 miliardi di euro in interessi. Pensate cosa potremmo fare con quei soldi: è tempo di azioni sull’economia reale”. Il lavoro è un altro dei temi cruciali: “Sull’occupazione abbiamo avuto risultati a volte deludenti. Il rischio per l’Italia è quello della crescita senza occupazione. Entro l’anno prossimo completeremo la riforma degli ammortizzatori sociali: vanno disegnati meglio, vanno estesi a chi vive l’estrema vulnerabilità personale e familiare generata dalla chiusura di tante aziende. In un clima di dialogo sociale si deve andare verso un sistema che privilegi il lavoratore rispetto al solo posto di lavoro”. Un altro punto sensibile è quello delle privatizzazioni: “Troppi sono stati gli errori nel passato”, ha detto. “Voglio rassicurarvi: nessuno di noi si sogna di svendere per fare cassa, stiamo parlando di quote non di controllo. Io credo profondamente nel ruolo dello Stato, ma credo anche che lo Stato per essere credibile e funzionante non debba occuparsi di tutto. L’arrivo di capitali privati può essere un momento di svolta per iniettare risorse fresche, rilanciare la produzione, garantire lo sviluppo delle aziende coinvolte”, come dimostrano i casi Fincantieri e Sace, che “trarranno dalla valorizzazione risorse fresche per il loro sviluppo”. Letta ha anche anticipato l’apertura del capitale di Poste e di altre aziende: “Il prossimo anno, nel secondo tempo del processo di dismissioni, che non riguarderà quote di controllo, studieremo con l’azienda e con i sindacati l’apertura del capitale di Poste e di altre aziende e la partecipazione dei lavoratori all’azionariato, permettendo loro una rappresentanza negli organi societari”.

M5s all’attacco. Villarosa: “Cittadini, basta piedi in testa”, Nuti: “Letta faccia di bronzo”
Molto critici i deputati del Movimento 5 Stelle. “Non avete mai avuto i numeri, non meritate la fiducia”. Così nella sua dichiarazione di voto il capogruppo M5S Alessio Villarosa che aggiunge: “Errare è umano ma perseverare è diabolico”. “Ho paura – aggiunto Villarosa – che qui dentro dovrò continuare ad assistere ad un imbarbarimento e ad una mistificazione della realtà perpetrata da un’informazione non libera, al settantesimo posto nel mondo”. “Questo è il mio Paese e non ve lo lascerò distruggere – ha concluso il capogruppo – Cittadini, non facciamoci mettere i piedi in testa. Se non ci svegliamo adesso e li facciamo scomparire ce ne pentiremo per tutta la vita”. La polemica si allarga anche nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini che – dopo che il tempo era scaduto – ha tolto la parola al capogruppo Villarosa. “Aveva ancora tempo, perché gli avete tolto la parola?”, urla un deputato. Ma la presidente Boldrini taglia corto. “Il tempo era finito, avevo scampanellato tre volte” dice e chiude la questione, ma i mugugni dai banchi del Movimento non si fermano.

Più diretto verso il capo del governo l’intervento di Riccardo Nuti: “Presidente Letta, lei è tornato a prenderci in giro, ha la faccia come il bronzo. E malgrado ciò si premette anche di offendere l’unica forza politica che nel bene e nel male quello che aveva detto poi lo ha fatto”. Nuti respinge gli attacchi di Letta per le critiche alla stampa (“Essere giornalista significa essere indipendente e non scrivere sui giornali di partito, significa dire il vero e non offendere e scrivere il falso”, sostiene), ma anche sulla lettera di Grillo alle forze dell’ordine. “Chi devono difendere? Le istituzioni corrotte o i cittadini onesti?”. E, ricordando la sua origine da un quartiere popolare di Palermo, sostiene che Davide Faraone, da poco nominato nella segreteria del Pd da Matteo Renzi, “è stato visto andare in casa di un pregiudicato e durante le primarie prometteva posti di lavori in cambio di voti”. Non mancano gli attacchi al ministro della Giustizia Cancellieri ed al viceministro Vincenzo De Luca “che quando lo buttate fuori è sempre tardi”.

Epifani: “Il Paese ha bisogno di riforme e cambiamento”
Il Pd conferma la fiducia al governo e condivide le proposte del premier. “Credo che si tratti di un quadro serio e concreto che tiene conto delle difficoltà e si propone di affrontarle cercando di ridare fiducia al Paese” dice l’ex segretario Guglielmo Epifani. “Sapevamo le difficoltà che questo Governo avrebbe affrontato – aggiunge – dal nostro punto di vista c’è esigenza di stabilità ed esigenza di cambiamento. Il Paese ha bisogno di riforme, di cambiamento e di un governo che faccia queste cose. La situazione economica lo esige”. Epifani però è tornato ad affrontare i Cinque Stelle. “Un conto è il diritto sacrosanto di critica, un conto sono le offese. Che senso ha mettere le foto e i nomi dei deputati eletti con il premio di maggioranza quando tutto il Parlamento si trova esattamente nella stessa condizione e non solo una parte? Perché additare una parte quando il problema è di tutti?” dice, esprimendo anche la solidarietà a Davide Faraone attaccato in aula dal M5S.

Lattuca (Pd): “Sms ai 5 stelle, ordini di scuderia: non replicare”
E sul comportamento dei deputati 5 Stelle c’è un retroscena riferito dal deputato democratico Enzo Lattuca: “Sms ai 5 stelle, ordini di scuderia da fuori aula: ‘non replicare’. Nervi saltati” scrive su Twitter. Secondo la ricostruzione del giovane deputato il caos è esploso quando Letta ha accusato il M5S di rilanciare con attacchi “inaccettabili” le parole di Beppe Grillo contro la stampa. Alcuni deputati grillini, secondo quanto riferisce Lattuca, sono scesi verso i banchi del governo, poi tutti si sono bloccati all’improvviso. 

No delle opposizioni. Brunetta: “Che tristezza Alfano, ha tradito gli elettori”
No al governo da tutte le opposizioni: Fratelli d’Italia (“Con Monti e Letta abbiamo assistito a un fallimento dopo l’altro”, Giorgia Meloni), Lega Nord (“D
a soli abbiamo denunciato quello che sarebbe stato l’euro. Chiamateci euroscettici o populisti, ma siamo coerenti”, Giancarlo Giorgetti), Sinistra Ecologia e Libertà (“Questo governo è l’ostacolo alla costruzione di un’alternativa”, Gennaro Migliore). “Lei vuole la fiducia non su quello che ha fatto ma su quello che non c’è – attacca il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta – Oggi se è valido il rapporto di forza individuato da Renzi, il modello è quello del dettato scolastico. Che tristezza vicepresidente Alfano, che tradimento ai suoi elettori”. Questo è un “governo monocolore” ha detto Brunetta. 

Cicchitto: “Ora serve una svolta, Forza Italia verso pericolosa deriva estremista”
Sostegno invece dal residuo delle larghe intese: Scelta Civica, Per l’Italia (cioè l’unione di ex montiani popolari e Udc), Nuovo Centrodestra. Il capogruppo di Ncd Fabrizio Cicchitto chiede una “svolta” e un “salto in avanti” del Governo, ma non ha risparmiato agli ex compagni di partito di Forza Italia che si stanno incamminando verso “una pericolosa deriva estremista”. Gli alfaniani dimostrano di apprezzare del tutto il presidente del Consiglio tanto che 
Paolo Naccarato (senatore del Nuovo Centrodestra) lo definisce “eccellente: si impone sempre di più come l’erede più autorevole di Alcide De Gasperi e Aldo Moro. Avanti tutta per far vincere l’italia”.

Salvini (Lega Nord): “Dopo il voto di oggi i forconi entrino in Parlamento”
Ma non ci sono solo gli scambi tra Letta e Grillo a incendiare la giornata politica: “Letta si sta scavando la fossa ubbidendo a tutte le richieste fatte da Bruxelles e poi qualcuno si stupisce dei forconi – dice il segretario della Lega Matteo Salvini – Dopo il voto di fiducia di oggi dovrebbero entrare in Parlamento”. Salvini aggiunge che “c
ome Lega nord abbiamo perso la pazienza. Da ora in poi il nostro no sarà anche fuori dal Palazzo” perché fuori da questo Palazzo “è un disastro”. Il segretario del Carroccio, premettendo che “quando la protesta è non violenta è sempre benvenuta”, ha spiegato che in queste condizioni, con un presidente del Consiglio che “ha parlato a vuoto, senza accennare minimamente al lavoro”, non c’è da stupirsi “se i forconi vengono a cercare qualcuno”.