Cristiana ha compiuto 18 anni da pochi giorni.

Cristiana vive in un quartiere, Chiaiano, sconosciuto ai più se non fosse per la presenza di una mega discarica che, traboccante di rifiuti,  fu teatro di numerose manifestazioni e altrettante promesse non mantenute da parte dei politici locali.

Questa è però un’altra storia.

Cristiana è una ragazzina autistica, se volessimo usare un linguaggio tecnico dovrei aggiungere con una limitatissima capacità verbale ed un grave deficit cognitivo. Cristiana può camminare solo se accompagnata per mano e, a causa di problemi al bacino, zoppica talvolta vistosamente. Cristiana non potrà mai attraversare in autonomia una strada, riconoscere un semaforo che le impedirebbe di finire sotto una macchina. Cristiana non potrà mai neppure raccontare ai suoi genitori se qualcuno le ha fatto del male.

Ieri alla mamma di Cristiana, una di quelle madri che hanno la vita segnata dalle notti in bianco perché la propria figlia non riposa quando noi abitualmente dormiamo, hanno comunicato che il trasporto scolastico di cui Cristiana beneficiava sarebbe terminato. Alla mamma di Cristiana, Marinella, hanno anche aggiunto che Cristiana non aveva più i requisiti per – ripeto il verbo per indignare chi legge- “beneficiare” del trasporto casa-scuola.

Il trasporto scolastico per i disabili a Napoli è garantito da una società municipalizzata denominata Napoli sociale.

Oltre 900 giorni fa chiesi di conoscere, in totale spirito di collaborazione con la rivoluzione arancione, all’assessore alle politiche sociali poi dimissionario, Sergio D’Angelo, organico, mansioni ed orari di lavoro dei circa 400 dipendenti di Napoli sociale.

Ieri mi sono recato dal nuovo assessore, insediatosi dal mese di maggio, Roberta Gaeta, per fare ancora le stesse richieste.

Alla mamma di Cristiana, che disperata chiedeva spiegazioni, hanno anche spazientiti ribadito che erano venuti meno i requisiti per il trasporto di sua figlia.

Infatti Cristiana cammina ( ! ).

Da circa tre anni  provo, con grande rispetto dell’impegno degli interlocutori politici ed amministrativi, a conoscere il motivo per il quale un servizio come quello del trasporto scolastico è utilizzato da meno di 100 disabili.

Se il sindaco de Magistris con la sua giunta provasse a fornire una risposta chiara e tempestiva sarei  felice di inoltrarla ai genitori di Cristiana.

P.s. ieri il rapporto annuale di Save the children segnala Napoli come esempio nazionale negativo per le intere politiche sociali nell’infanzia.

Per conoscenza di chi legge Napoli è stata amministrata negli ultimi venti anni da amministrazioni di centrosinistra e con qualche eccezione, tutti gli assessori alle politiche sociali appartenevano al partito di rifondazione comunista.

I deboli, i poveri ed i disabili di questa città sono passati da una rivoluzione rossa ad una arancione senza accorgersene…