Un patto a due tra Renzi e Letta. Anzi a tre: Renzi, Letta e Alfano. Un patto “alla tedesca“, come quello tra la Merkel e i socialisti dopo le elezioni tedesche. Obiettivo: l’abolizione del Senato, una nuova legge elettorale a doppio turno e, grazie a quest’ultima, mettere all’angolo Berlusconi affrancando il Nuovo Centrodestra dalla necessità di allearsi con il Cavaliere. Il premier e il segretario in pectore del Pd, scrive Repubblica, si sarebbero sentiti a lungo per telefono ieri, prima che Renzi andasse a sedersi nel salotto di Porta a porta a confermare le sue intenzioni su entrambi i punti. La vittoria del sindaco di Firenze alle primarie per la segreteria Pd dell’8 dicembre è data per scontata. Gli osservatori guardano al dopo, e in particolare ai possibili effetti del successo del “rottamatore” sul governo delle larghe intese. C’è chi evoca persino un ticket, uno scambio che prevede Renzi a  palazzo Chigi e Letta a capo del Pd, ma a Porta a porta il sindaco di Firenze ha smentito.

Tutto questo mentre in Corte Costituzionale la camera di consiglio tra i 15 giudici per avviare l’esame delle questioni di costituzionalità sollevate sulla legge elettorale, a partire dall’ammissibilità dei quesiti posti. E’ possibile, ma non è scontato, che una decisione arrivi in giornata.

Il “patto alla tedesca”
Il patto potrebbe concretizzarsi mercoledì prossimo, quando Enrico Letta terrà il suo nuovo discorso programmatico alle Camere come da indicazione del Quirinale dopo che Berlusconi e Forza Italia hanno abbandonato la maggioranza. E così il patto coinvolgerebbe automaticamente l’Ncd di Alfano, che in maggioranza c’è rimasto. E qui rientra in gioco la nuova legge elettorale, che dopo l’impaludamento al Senato e in attesa del verdetto della Corte costituzionale, dovrebbe passare alla Camera, dove i renziani sono più forti. A differenza del Porcellum, il modello francese disincentiva le coalizioni, soprattutto se ricalcasse il nostro sistema di elezione dei sindaci – non a caso citato ieri da Renzi nel salotto di Vespa – nel quale al ballottaggio arrivano solo i primi due classificati del primo turno, con la possibilità di apparentarsi ai partiti perdenti. In questo quadro, è il ragionamento, Alfano e l’Ncd potrebbero almeno provare a giocare in proprio la patrtita elettorale, mentre con il Porcellum marciare separati da Berlusconi porterebbe a un’altamente probabile sconfitta di tutto il centrodestra. Sempre secondo il retroscena di Repubblica, lo smarcamento da Berlusconi porterebbe con sé anche la possibilità, per gli alfaniani, di togliere dal tavolo della “grande coalizione” il tema della riforma della giustizia. 

Quagliariello: “Doppio turno? Nessuna preclusione”
La prima conferma che il Nuovo Centrodestra potrebbe essere della partita per il doppio turno – che Berlusconi vede come un incubo – arriva dallo stesso ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello che dichiara che “sulla formula da adottare, noi del Nuovo centrodestra non abbiamo preclusioni di sorta, basta che la legge elettorale consenta ai cittadini di scegliere i parlamentari e che assicura al Paese stabilità”. Quagliariello peraltro dà l’ok per il “patto alla tedesca” proposto da Renzi e ancora una volta conferma l’impegno per un eventuale intervento sulla riforma elettorale (ma non con un decreto).