Sacchetti della spazzatura abbandonati in strada di fianco ai bidoni che straripano, strade costellate dall’immondizia che sparisce solo nelle tarde ore della mattinata. Mentre l’inceneritore di Ugozzolo brucia rifiuti da fine agosto, a Parma l’amministrazione Cinque stelle di Federico Pizzarotti sta estendendo la raccolta differenziata porta a porta a tutta la città, non senza inciampi. Per ora le conseguenze più tangibili nei quartieri in cui è arrivato il nuovo sistema sono le montagne di spazzatura abbandonate di fianco ai pochi cassonetti rimasti, trasformati in micro discariche a cielo aperto da chi, per non sottostare alle nuove regole della differenziata “spinta”, invece che esporre i vari sacchetti per il riciclo di fronte al proprio civico, preferisce trasportarli direttamente in auto negli isolati vicini. Una “guerra” dell’immondizia che ha scatenato non poche polemiche a Parma, con i cittadini sempre più agguerriti contro il porta a porta.

La colpa però, secondo l’amministrazione Cinque stelle, non è da individuare nel nuovo sistema di raccolta o in Iren, la multiutility che ha in gestione inceneritore e raccolta dei rifiuti, ma nei cittadini. “Si abbandonano rifiuti anche a fianco dei cassonetti, che presto spariranno, sintomo di un problema sociale di inciviltà, non di raccolta” ha commentato il sindaco Federico Pizzarotti sui social network di fronte a una delle tante segnalazioni di rifiuti abbandonati in città. La raccolta differenziata porta a porta era stata introdotta in origine dall’ ex sindaco Pietro Vignali come esperimento in uno dei tredici quartieri di Parma. In un anno e mezzo di governo Pizzarotti è riuscito ad estenderla ad altri sei ed entro la fine di giugno 2014 arriverà anche alle frazioni alle porte della città. Ma il percorso non sembra affatto in discesa, tanto che per risolvere il problema del degrado e del decoro urbano dovuto al nuovo sistema di raccolta, in alcuni quartieri il Comune ha dovuto istituire un tavolo di controllo permanente congiunto insieme a Iren, polizia municipale, agenti ambientali e settori Abusi e Ambiente. L’obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza, ma anche punire con sanzioni chi trasgredisce portando i rifiuti nei quartieri vicini, dove non è ancora in vigore il porta a porta.

“Batteremo maggiormente sull’informazione – ha affermato l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli – stiamo pensando anche ad una vera e propria campagna di responsabilizzazione dei cittadini, ma ci saranno anche sanzioni certe per chi non sa rispettare le regole”. Gli agenti, in quartieri centrali come l’Oltretorrente, hanno già colto in flagranza numerosi trasgressori e per questo il tavolo di controllo sarà esportato anche nelle altre zone problematiche. L’assessore però rassicura sulla situazione: “Non è il massimo abbandonare i sacchetti di fianco ai cassonetti e il fenomeno della gente che va in giro per lasciare i rifiuti fuori dal quartiere deve finire – ha spiegato – ma si tratta di una fase di assestamento che si era verificata anche nelle prime zone della città in cui era arrivato il porta a porta, e che ora si sono normalizzate”.

Per aumentare il livello di responsabilità nei cittadini, l’amministrazione per alcuni punti della città più delicati sta pensando anche all’installazione di telecamere o a incrementare le modalità di raccolta in modo da liberare più velocemente le strade dai rifiuti, anche se le criticità maggiori sono i soldi. “Per fare una raccolta puntuale servono più risorse e con la Tares non ci sentiamo di gravare di altri costi sui cittadini – ha chiarito Folli – è una valutazione che faremo l’anno prossimo, per ora non pretendiamo che il sistema sia perfetto”. I disagi per i cittadini però continuano. Vero è che la raccolta differenziata dall’arrivo dei Cinque stelle è aumentata di 7 punti percentuali, passando dal 48 per cento al 55 per cento in ottobre, e che di questo passo l’obiettivo di raggiungere il 70 per cento entro il 2015 sembra più che certo. Ma è anche vero che, a fronte di tanti sacrifici per adeguarsi al nuovo sistema, la cittadinanza per ora non ha avuto benefici concreti.

La tariffazione puntuale, calibrata in base alla raccolta di ogni cittadino, sarà applicata solo quando il porta a porta sarà esteso a tutta la città, quindi circa tra un anno, anche se la differenziata spinta fornisce già maggiori ricavi per materiale riciclato rispetto a prima. E come se non bastasse, l’inceneritore è stato acceso, nonostante la contrarietà dei Cinque stelle e nonostante i rifiuti da bruciare diminuiscano progressivamente con l’aumento della differenziata. Per questo la proposta dell’amministrazione ora, in vista dell’approvazione del piano regionale dei rifiuti, sarà quella di premiare chi fa raccolta spinta con lo spegnimento degli impianti di combustione come quello di Ugozzolo. Anche perché, se si continua su questa strada, i rifiuti dalla provincia non basteranno più a far funzionare il forno e il rischio è quello che a Parma bruci anche immondizia proveniente da altre province, o peggio dalle altre regioni d’Italia. “Oggi si va verso la dismissione degli inceneritori e nella nostra regione non ci sono abbastanza rifiuti per tutti gli impianti che abbiamo, se ne dovranno spegnere cinque o sei – ha spiegato Folli – La nostra proposta è che vengano privilegiati i territori in cui si raggiungono alte performance di recupero, come potrebbe essere quello di Parma”.