Un viaggio da Napoli ad Amalfi in auto a noleggio, servizio ‘limousine’, costato 900 euro e messo tra i rimborsi del gruppo Pd in Regione Emilia Romagna dai consiglieri Marco Monari (all’epoca capogruppo) e Roberto Montanari. Sarebbe una delle spese, riferita a fine luglio 2011, finita nei rendiconti dei gruppi dell’Assemblea legislativa ed esaminati dalla Guardia di Finanza che indaga per peculato su delega della Procura di Bologna.

I due consiglieri in quei giorni parteciparono ad un seminario di AreaDem. Era già emerso che per il soggiorno di due notti Monari e Montanari segnarono a rimborso 800 euro per le spese nell’albergo ‘La Bussola’. “Ero a lavorare, era un’attività perfettamente consentita dalla legge. Era un seminario di area democratica”, aveva detto Montanari, interpellato in merito. Il 3 novembre Monari aveva dato le dimissioni da capogruppo, dopo che erano affiorati particolari sui rimborsi per cene e alberghi. I due politici hanno nettamente smentito di aver viaggiato su una vettura di quelle che comunemente vengono chiamate limousine, e hanno spiegato di aver usato però auto a noleggio con conducente. Per un viaggio che gli investigatori stanno valutando se sia giustificabile con le funzioni del gruppo democratico.

Le possibili soluzioni per lo spostamento però, sono ancora presenti nella nota logistica allegata alla pagina web dedicata a questo appuntamento. Si potevano spendere 7 euro a persona per raggiungere il luogo dell’incontro di AreaDem tra il 28 e il 31 luglio 2011. “Per arrivare ad Amalfi – si legge – è a disposizione una linea intercostiera da Salerno al prezzo di sette euro a tratta, tempo di percorrenza 35 minuti. Alla stazione era assicurato anche un servizio assistenza a cura di ‘nostri giovani incaricati'”. 

Tra le spese finite nel mirino degli inquirenti che indagano sui rimborsi ai gruppi consiliari dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna c’è anche quella di circa 1.000 euro per un soggiorno di cinque giorni, dal 23 al 28 agosto 2010, presentato dal consigliere Pdl Fabio Filippi in concomitanza del Meeting di Cl a Rimini. Anche questa spesa infatti è finita nei rendiconti dei gruppi che sono stati esaminati dalla Guardia di Finanza che indaga per peculato su delega della Procura di Bologna. Una spesa che, per gli inquirenti, non sarebbe giustificabile tra quelle consentite con il denaro destinato al supportare le attività dei gruppi. Stessa situazione per un rimborso per una spesa di 560 euro per pubblicizzare su un quotidiano del Cesenate una iniziativa sul dialetto romagnolo. La spesa, fatta nel luglio del 2010 per la ‘Festa del dialetto romagnolo’.