Nichi Vendola ha stravinto la nomination ai Cesars come miglior attore protagonista, non una promessa ma una vera star. Recita splendidamente da anni la parte del paladino di sinistra, dell’ambiente e della giustizia (vedi acronimo di Sel) e ora una semplice risata al telefono ci ha brutalmente riportato la lontananza tra le apparenze (il linguaggio) e la vera natura del politico (i fatti). Bisogna dare atto a Nichi che ci ha fregato per anni con grande classe e che la sua capacità di immedesimarsi nel ruolo è stata straordinaria. Ma ora, a oggi, raramente si può ricordare una così fragorosa caduta in basso. Il fu presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, in confronto cadde inciampando su un gradino. L’unica differenza è che i tg non si sono ancora accorti della notizia. Ma non importa. Da venerdì Nichi scompare politicamente perché, come nel caso Marrazzo, ogni suo commento è irricevibile come lo conferma l’intervista telefonica a Repubblica. Aurevoir Nichi.

Irricevibile anche il suicidario post di Hutter nel quale spiega “perché difende Vendola sull’Ilva “. Hutter prima scrive che la telefonata è talmente incredibile che lui non ci crede. Poi conferma la tesi di questo mio post dando merito a Nichi di ben recitare al telefono la parte del governatore infiltrato a fin di bene. Come una sorta di 007 costretto a spacciare droga per poi sgominare la banda di spacciatori. Testuali parole: “Mossa di teatro diplomatica”. Una presa in giro non aggressiva altrimenti l’interlocutore si offenderebbe subito. Grazie per le risate, Hutter. Per fortuna c’è l’audio originale e quello non si dimentica: zero equivoci.