Come nella cultura europea è consuetudine visitare cimiteri e portare in dono fiori sulle tombe, così in diverse regioni del Messico, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, esiste un tipo di ritualità, in cui ricordo ed evocazione si contemperano.

In questo giorno, a quelle latitudini, non è sinonimo di tristezza, specialmente nello stato del Veracruz. In questa ricorrenza, denominata dei “giorni dello Xantolo”, è credenza diffusa che i morti tornino sulla terra, per accettare le offerte dei vivi e per ritrovare il calore della famiglia, degli amici. Il mese di novembre è in pratica un periodo di grande festa, in cui la malinconia non è contemplata, e dove l’allegria fa da sfondo alla piacevole consuetudine della visita ai cari estinti.

Coloro che, per morte violenta, non hanno avuto il tempo di confessarsi e che quindi si presume abbiano bisogno di aiuti  maggiori nell’aldilà, vengono sostenuti con preghiere e festeggiamenti, che in questo periodo, e più precisamente dal 18 ottobre, si prolungano al mese successivo. Per loro, si preparano tamales di carne, fagioli e mais e vengono ricordati fino al 30 novembre con pranzi, canti, scoppi di mortaretti e bevute importanti. Nelle domeniche comprese tra il 18 ottobre e il 30 novembre, chiamate “domingos grandes”, le famiglie vivono nell’entusiasmo di accogliere idealmente e simbolicamente i defunti-ospiti, con quel rinnovamento che investe, non solo gli animi, ma anche gli oggetti di casa, acquistando quindi nuove stoviglie e suppellettili od arredando in modo diverso gli ambienti destinati ai defunti. Il sacro e il profano tendono a congiungersi, come accade il 30 ottobre, quando si celebra il cosiddetto “giorno degli archi”, nel quale, in  parecchi paesi, per  festeggiare il ritorno a casa dei morti, gli uomini costruiscono archi di fiori di cempasúchitl (tipo di garofano europeo, il cempasúchitl è il fiore tramandato dalle cerimonie azteche, il cui odore indefinibile ad alcuni ricorda quello dei cadaveri), e passano da una abitazione all’altra, appendendo frutti e pani dalla forma umana e pupazzetti, che portano incise le iniziali dei defunti. Al centro dell’arco, con la Vergine e i Santi sullo sfondo, si depongono in abbondanza bottiglie di liquore e sigarette del tipo e marca amati dal defunto. Allo scopo di indicare la “strada di casa”, gli spiriti vengono richiamati dal frastuono delle scariche dei mortaretti, appositamente fatti esplodere sulla soglia. Dalle quattro del pomeriggio alle otto di sera i fuochi d’artificio accompagnano i numerosi gruppi musicali, che intonano le canzoni preferite dai defunti quando erano in vita.

E naturalmente la festa continua al cimitero, sulle tombe! Oltre ai fiori, si portano bottiglie di birra e cibi di ogni tipo, differenti nel gusto e buffi nelle forme, trasformando così i monumenti in veri e propri banchetti, dove i parenti si ricongiungono alle persone amate e con loro pranzano in allegria.