Test preimpianto in una struttura pubblica su ordine del giudice. Così una coppia non sterile ma portatrice di fibrosi cistica ha ottenuto una vittoria sulla legge 40. L’Unità operativa di Fisiopatologia della Riproduzione del Centro S. Anna, diretta dal professor Antonio Colicchia, eseguirà l’esame per la fecondazione assistita. 

“Un’altra sentenza a Cagliari aveva obbligato un centro pubblico ad eseguire il test, ricorda Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. Ma a differenza di Cagliari, dove l’esame è stato eseguito in un centro convenzionato, questa volta l’esame sarà ‘interno’ all’ospedale”.

La legge 40 all’articolo 14 comma 5 prevede che la coppia può chiedere di conoscere lo stato di salute dell’embrione. La struttura pertanto deve mettere in condizione il medico di fornire le informazioni richieste, altrimenti risulta violato l’articolo 6 della legge che prevede un consenso informato analitico per fasi del trattamento.

La decisione del Tribunale di Roma dello scorso settembre riguarda i coniugi Costa e Pavan, che si erano visti riconoscere da Strasburgo il diritto ad avere figli sani, ed è considerata, spiega Gallo, “di importanza fondamentale perché ha reso direttamente applicabile nel nostro ordinamento una sentenza della Corte Europea dei diritti umani che è fonte principale nel nostro ordinamento, senza rinviare la legge alla Corte Costituzionale”.

“Si tratta di una notizia dall’ altissimo valore simbolico – dice il presidente della commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio Rodolfo Lena – che costituisce la migliore risposta possibile a chi pensava che il settore pubblico non potesse essere in alcun modo concorrenziale nel campo della genetica e della fecondazione assistita. Si apre così una nuova strada per tante coppie, con l’ulteriore buona notizia costituita dal fatto che il Sistema sanitario regionale farà certamente da calmiere rispetto ai costi molto elevati della diagnosi genetica preimpianto. Come istituzione non possiamo che supportare questi esempi di eccellenza nati in seno a una nostra Asl – conclude – grazie a investimenti strategici e alla valorizzazione delle professionalità”.