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L’eurodeputata leghista Tovaglieri racconta di aver congelato gli ovuli per una gravidanza futura: “La fertilità delle donne non è un tema divisivo”

L'europarlamentare del Carroccio presenta il social freezing come una tecnica in grado di favorire la maternità e propone scaglioni legati all'Isee per renderla più accessibile. E sulla Pma da single: "Personalmente non lo farei, ma rispetto libertà di scelta"
L’eurodeputata leghista Tovaglieri racconta di aver congelato gli ovuli per una gravidanza futura: “La fertilità delle donne non è un tema divisivo”
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La decisione di Alexandra Ocasio-Cortez di congelare gli ovuli ha acceso il dibattito anche in Italia, non solo facendo luce sul tema del social freezing, ma anche spronando molte donne che vi hanno fatto ricorso a parlarne con meno inibizioni. Una di loro fa parte dello stesso partito che ha osteggiato l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole: Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega, intervistata da La Repubblica ha detto di aver scelto di raccontare il suo percorso proprio dopo aver visto il video della deputata dem. Ha raccontato di averlo fatto anche lei due mesi fa, all’Humanitas di Milano, a 38 anni: “Già grande, purtroppo, ma come tante donne in Italia il social freezing non lo conoscevo. Per questo ho deciso di parlare. Le ragazze devono sapere. Più si è giovani, meglio è”, spiega.

La scelta di congelare gli ovociti, commenta, è nata dalla crisi di una relazione e dalla paura di non riuscire a soddisfare il suo desiderio di maternità alle porte dei 40 anni. Rispetto alla sua decisione, nel suo stesso partito “ci sono sensibilità diverse e non tutte favorevoli”. Ma lei si dice “pronta a fare una battaglia bipartisan”, perché “la fertilità delle donne non è un tema divisivo” e “non ha colori politici“. Tovaglieri parla di un “percorso semplice, non doloroso”, tanto che racconta di essersi iniettata gli ormoni in camerino prima di una trasmissione tv. Meno facile, invece, l’aspetto economico: l’eurodeputata dice di aver sostenuto una spesa totale di quasi cinquemila euro e che, per rendere più accessibile il percorso, lo Stato dovrebbe sostenere la crioconservazione preventiva degli ovociti con scaglioni legati all’Isee e che “il ministero della Salute dovrebbe fare campagne informative“. Dice anche che bisognerebbe parlarne a scuola durante l’ora di educazione civica, non sessuo-affettiva, sottolinea, incalzata dall’intervistatrice.

Spostandosi sul piano politico, rispetto alle critiche ricevute dai cattolici più tradizionalisti Tovaglieri motiva il suo sostegno a questa tecnica come un modo per incentivare la maternità: “Sono cattolica praticante e mi sono confrontata anche con il prete che mi segue. Era d’accordissimo. Del resto non è che le mie amiche, tutte molto credenti, abbiano fatto chissà quanti bambini. La Chiesa non può che approvare“. E parla non proprio di approvazione, ma comunque di rispetto anche da parte di Matteo Salvini, leader del suo partito. E conclude l’intervista con un commento che la riporta sulla linea leghista, ma solo fino a un certo punto: dice infatti che personalmente non sarebbe disposta a portare avanti una maternità da sola, “perché credo che un bambino abbia diritto a un padre e una madre“. Ma, alla richiesta di commentare il divieto di accedere alla Pma per le donne single, afferma: “Nello stesso tempo, ritengo ingiusto limitare l’utilizzo degli ovociti soltanto alle donne che hanno un partner. Si deve rispettare la libertà di scelta“.

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