La conferenza di pace Ginevra 2 sulla Siria si terrà il 23 novembre. Lo ha confermato il segretario generale della Lega Araba, Nabil el Araby, in una conferenza stampa al termine del suo incontro con l’inviato per la Siria, Lakhdar Brahimi, che ha cominciato dal Cairo un suo tour della regione. “Ci sono molte difficoltà da superare perché la conferenza abbia successo”, ha spiegato el Araby, sottolineando che i preparativi sono in corso.

“La situazione in Siria è tragica a causa dei combattimenti in corso“, ha aggiunto Brahimi, secondo il quale mettere fine alla crisi siriana è “necessario e urgente”. Brahimi ha indicato che dopo il Cairo, la sua missione lo porterà in Qatar e in Turchia, due Paesi che sostengono l’opposizione siriana, in Iran – che appoggia il regime di Bashar el Assad – e in Siria, prima di andare a Ginevra per incontrare nuovamente i rappresentanti russi e americani.

La conferenza ha spiegato ancora Brahimi, “non si terrà senza un’opposizione convincente che rappresenti una parte importante del popolo siriano all’opposizione: Ginevra non è un obiettivo ma un passaggio di un processo continuo. Non è importante che tutta l’opposizione partecipi perché chi non ci sarà può partecipare al processo che seguirà”, ha aggiunto.

La conferma dell’appuntamento ginevrino arriva proprio mentre dal Paese mediorientale giunge notizia di un attentato avvenuto a Hama, città nel centro della Siria, dove un’autobomba è esplosa a un checkpoint causando la morte di almeno 31 persone tra cui soldati. Il bilancio è destinato ad aggravarsi in quanto ci sono “decine di feriti molti dei quali in situazione critica”.

Tra le notizie degli orrori di guerra, poi, nei giorni scorsi il quotidiano inglese Times aveva riferito dei racconti della popolazione locale che parlano di un premio (in sigarette) che sarebbe offerto ai tiratori scelti delle milizie di Assad se centrano l’obiettivo indicato: la pancia delle donne incinta. A suffragare le voci, un medico inglese che ha trascorso alcune settimane sul campo soccorrendo diverse donne colpite dai proiettili proprio dove si trova il feto.