Grillo e Casaleggio hanno gettato finalmente la maschera. I deputati 5 stelle abbiano uno scatto d’orgoglio e si ribellino ai diktat del proprio leader”. I primi a commentare la scomunica dei due fondatori del Movimento 5 Stelle al loro gruppo a Palazzo Madama sono i parlamentari degli altri schieramenti. Così Kalid Chaouki, deputato del Partito democratico chiede ai colleghi grillini di reagire alle frasi del leader: “Con le sue dichiarazioni di contrarietà all’abrogazione del reato di clandestinità e il suo attacco ai senatori 5 stelle che lo hanno votato, ha finalmente gettato la maschera”.

La rottura è arrivata in seguito all’approvazione in Commissione giustizia dell’emendamento che abolisce il reato di immigrazione clandestinità. La proposta è arrivata dai senatori grillini Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella ed è passata con il voto di M5S, Pd, Sc e Sel e l’appoggio del governo. “Clandestinità”, scrive su Twitter Maurizio Gasparri, vicecapogruppo del Pdl al Senato, “perfino Casaleggio boccia le follie 5 stelle. Correggere subito il tiro”. 

Niki Vendola, presidente di Sel, invece commenta: “Sul dramma degli immigrati cercatele differenze…se le trovate”. Edoardo Patriarca, deputato del Partito democratico si scaglia contro i fondatori 5 Stelle: “Grillo e Casaleggio non solo sono populisti, ma anche giustizialisti e soprattutto antidemocratici. E’ davvero inutile che periodicamente ci facciano lezioni di rappresentatività. Il reato di clandestinità è una mostruosità giuridica e non fa altro che riempire di immigratile nostre carceri – continua Patriarca – coloro del M5s che avevano appoggiato la sua abolizione avevano fatto semplicemente un esercizio di buon senso”. E continua: “Non solo sonopopulisti, ma anche giustizialisti e soprattutto antidemocratici. E’ davvero inutile che periodicamente ci facciano lezioni di rappresentatività”.

Chi ha colto l’occasione per rivendicare le proprie battaglie è la Lega Nord: “Grillo è d’accordo con la sinistra”, ha detto Umberto Bossi, “lo stop al reato di clandestinità passato al Senato grazie a un emendamento del M5S, “sembra quasi una ‘marchettà” del leader del Movimento.