Maxi aumento immediato delle accise sui carburanti per blindare il rapporto tra deficit e Pil sotto la soglia del 3% imposta da Bruxelles. La benzina, secondo quanto riportano le agenzie di stampa citando la bozza del provvedimento che sarà esaminata dal Consiglio dei ministri in serata, salirà di 6,5 centesimi al litro dalla data di entrata in vigore della manovra. Un duro colpo per le famiglie e per il mercato dell’auto, che ha registrato un calo delle vendite anche a settembre. Ma il rincaro non è ancora certo. Il ministero dell’Economia ha infatti precisato che il decreto per la correzione dei conti “non prevede aumenti di accise”. 

La bozza del decreto legge prevede inoltre un nuovo aumento per gli acconti Irpef e Irap, che passeranno dal 101 al 103% per il solo anno di imposta 2013. Il gettito previsto è di 534,4 milioni ai fini Ires e a 28,4 milioni ai fini delle addizionali Ires, mentre per l’Irap è pari a 327,2 milioni, per un totale di 890 milioni di euro. 

All’ordine del giorno c’è poi un indennizzo per le imprese come la Tav, “che abbiano subito danneggiamento di materiali, attrezzature e beni in conseguenza di delitti commessi al fine di impedire, turbare o rallentare la realizzazione di opere”. Il tetto degli indennizzi sarebbe di 5 milioni, senza oneri a carico dello Stato.

Al rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per il 2013, invece, andranno 330 milioni di euro. Mentre 35 milioni sono diretti al rifinanziamento della carta acquisti, la cosiddetta social card. Previsto inoltre un fondo per “l’eccezionale afflusso di stranieri sul territorio nazionale”, a cui sono destinati 190 milioni di euro. Quanto al capitolo privatizzazioni, il Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni diventa permanente al fine di “assicurare un costante supporto al ministero dell’Economia e delle Finanze nella predisposizione e nella attuazione di programmi di dismissione di partecipazioni dello Stato”.

Il testo fa poi luce su nuovi aiuti in arrivo alle banche, sotto forma di garanzie bilaterali per gestire i rischi conseguenti alle operazioni in derivati. Obiettivo alleggerire l’esposizione creditizia delle banche appunto nelle operazioni in strumenti derivati per favorire un collocamento più agevole ed economico dei Titoli di Stato.

Un capitolo a parte all’ordine del giorno del Cdm di stasera riguarda infine l’affare Telecom, ovvero l’approvazione del provvedimento necessario per estendere alle reti di telecomunicazioni, energia e trasporti le nuove regole della rinnovata golden share, passo atteso da tempo e diventato essenziale dopo l’operazione Telefonica. Una prima mossa, questa, con la quale il governo vuole recuperare il terreno perso per scongiurare il rischio di perdere definitivamente la presa sulle infrastrutture strategiche del gruppo italiano.

L’obiettivo sarebbe quello di far arrivare il governo “attrezzato” martedì prossimo quando il premier Enrico Letta riferirà alla Camera sul caso Telecom. Solo in un secondo momento, appena possibile, si studierebbe lo scorporo della rete in una società che veda un significativo ingresso di Cassa depositi e prestiti.

A confermare l’accelerazione del governo è stato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia. “C’era un lavoro per adattare la norma che consente di intervenire per tutelare gli interessi strategici anche per le società non controllate dallo Stato”, ha detto Fabrizio Saccomanni, assicurando che “questi lavori saranno accelerati”.