Petrolio e gas italiani, Meloni vara il decreto per “aumentare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza estera”
“Aumentare la produzione nazionale” di petrolio e gas “significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione, oltre ovviamente a generare maggiori royalty e benefici economici e occupazionali per i territori”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social dopo il Cdm che ha varato il decreto con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche”.
Le suo intenzioni le aveva già dichiarate a Bari, nel corso delle celebrazioni per la longevità del governo, dove ha promesso che “estrarremo più petrolio dai nostri mari”. Spiegando che “non c’è bisogno di andarlo a prendere in Qatar quando lo abbiamo in Basilicata”. Pare non siano servite le critiche di chi ha fatto notare che le riserve italiane di petrolio certificate sono ben poca cosa rispetto al fabbisogno nazionale. “Ai professionisti del No che già ovviamente annunciano barricate – dice la premier annunciando il varo del decreto -, voglio dire una cosa abbastanza semplice: andremo avanti fino in fondo, perché questo significa essere patrioti e difendere l’interesse nazionale italiano”.
Il comunicato del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: “Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, una norma finalizzata ad accelerare i procedimenti amministrativi relativi alle attività energetiche strategiche e, in particolare, quelli di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Lo rende noto il Mase con un comunicato”. Viene inoltre precisato che “l’intervento introduce un meccanismo volto a garantire tempi certi e a evitare il protrarsi di situazioni di stallo nell’espressione dell’intesa regionale”. Ma “in caso di ulteriore e persistente inerzia, qualora questa possa compromettere interessi strategici nazionali legati alla sicurezza energetica e alla continuità degli approvvigionamenti di gas e petrolio, al Consiglio dei ministri è riservata la nomina di un commissario ad acta, sentita la Regione interessata e nel rispetto del principio di leale collaborazione”.