Continua a salire il numero delle vittime al largo dell’isola dei Conigli, davanti Lampedusa, dove giovedì 3 ottobre è naufragato un peschereccio con a bordo circa 500 migranti. “Abbiamo salvato oltre 150 persone”, ha commentato il ministro dell’interno Angelino Alfano, “ci sono ad ora 111 morti, ma il bilancio non è definitivo, perché ci sono altre decine di corpi incagliati tra le lamiere del peschereccio affondato”.

Si parla però di oltre 200 persone che mancherebbero all’appello. Da Assisi è arrivata anche la solidarietà di Papa Francesco che ha chiesto agli italiani e al mondo di riflettere sulla tragedia avvenuta: “Oggi è il giorno del pianto”, ha detto. “Questo mondo selvaggio non dà lavoro e non aiuta. E non gli importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo, non gli importa se tante famiglie non hanno più la dignità di portare cibo a casa”. Un mondo che non si prende cura “di chi deve fuggire cercando la libertà e trova la morte come è successo ieri a Lampedusa. Oggi è un giorno di pianto“.

Marino: “Superstiti saranno accolti a Roma”
Da Roma, invece, il sindaco della Capitale Ignazio Marino ha annunciato durante la veglia in Campidoglio per le vittime del naufragio che “i 155 superstiti verranno accolti qui, in questa città, grazie anche alla collaborazione del ministero dell’Interno”. E ha aggiunto: “Questo è il primo segnale della ribellione contro la rassegnazione e l’indifferenza. Ho l’onore di accogliervi nella piazza del Campidoglio per ricordare le donne, i bambini e gli uomini che hanno perso la vita nel mare di Lampedusa”. Poi ha concluso così: “Siamo furenti di contare le vittime in mare. Non possiamo più assistere a questa tragedia e vogliamo impegnarci contro l’indifferenza, contro quella che papa Francesco ha definito la globalizzazione dell’indifferenza. Roma vuole anteporre la cultura della vita al crimine dell’indifferenza”.

L’appello all’Europa
La politica italiana, nel frattempo, chiede l’aiuto delle istituzioni europee. “Faremo sentire forte”, ha proseguito Alfano, “la nostra voce in Europa per modificare il regolamento di Dublino, che è l’accordo internazionale che carica, troppo, troppo, troppo sui Paesi di primo ingresso il peso dell’immigrazione. Il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso non solo mi ha dato aperture, mi ha promesso che verrà qui con noi a Lampedusa e noi gli faremo vedere davvero come questa sia la porta dell’Europa”. L’isola italiana non può essere l’ultima frontiera di speranza per i migranti. “Porterò con me un grande dolore”, ha detto il ministro, “e la consapevolezza che quest’isola è un nuovo Checkpoint Charly. Nel 1989 venne abbattuto un muro, quello di Berlino, che separava l’Est dall’Ovest e fu tolto il Checkpoint. Quest’isola e questo mare è il nuovo checkpoint Charly tra il Sud e il Nord del mondo – dice – Occorre far sì che si affronti il tema tra l’Africa e l’Europa”. E ha concluso: “Occorre condurre una grande battaglia, per assegnare a questa isola il premio Nobel per la pace”. 

In serata è arrivata anche la dichiarazione di Laura Boldrini, che appena arrivata a Lampedusa si è recata assieme al presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta nel luogo dove sono sistemate le salme dei 111 corpi. “Nulla dovrà essere come prima. Occorre riconsiderare le politiche verso i Paesi dei richiedenti asilo”, ha detto. “Chiediamoci perché intere generazioni lasciano il loro paese d’origine, perché si rischia la roulette russa nel Mediterraneo?”. Il presidente della Camera ha poi fatto sapere che “serve una cabina di regia, serve collaborazione, perché se questi sono i risultati qualcosa non funziona”.

Mentre dalla Lega Umberto Bossi sottolinea che non bisogna cambiare legge sull’immigrazione, perché “è l’unica barriera che c’è all’invasione dei clandestini“, sottolineando che “l’Italia non può diventare la portaerei che accoglie tutti i clandestini del mondo”.

La polemica sulla legge Bossi-Fini
La tragedia ha portato con sé una lunga scia di polemiche tra le diverse forze politiche. L’appello del ministro dell’Interno Alfano è stato per la sospensione di ogni commento nelle ore più delicate dei soccorsi: “Invito tutti, davvero, a sospendere in queste ore la polemica politica sulle leggi del nostro Paese  fin quando non avremo completato questo recupero. Se si sente il cattivo odore della pretestuosa polemica politica durante le fasi di soccorso e di raccoglimento dei morti, davvero il nostro Paese non ha la sensibilità che ci aspettiamo che abbia”. Il riferimento è al commento del sindaco di Firenze Matteo Renzi che su Twitter ha scritto: “Oggi lacrime, da domani via Bossi-Fini e Europa si svegli Roma”. Parole che non sono piaciute al ministro dell’Interno: “Se Renzi vuole fare polemica politica mentre ancora raccogliamo i morti, può farla ma l’emergenza ora non è la Bossi-Fini. La politica italiana sull’immigrazione è netta e chiara: gran parte degli sbarchi sono avvenuti con i nostri soccorsi e spesso avvicinandoci alle coste di altri Paesi”, ha detto Alfano, difendendo la Bossi-Fini. Il vicepremier ha quindi concluso: “Se avessimo anche una sola chanche di risolvere il problema immigrazione eliminando la Bossi-Fini, lo faremmo, ma non è così”.

Di Parere diametralmente opposto Guglielmo Epifani: “Serve una cultura e un’organizzazione europea in grado di affrontare nel Mediterraneo i nodi che non possono essere affrontati solo da un paese, anche in ragione del fatto che questi disperati vengono in Italia per usarla come base di partenza per gli altri paesi dell’Europa” ha detto il segretario Pd, che parla di “tragedia immane” in riferimento a quanto accaduto ieri a Lampedusa. “La politica di accoglienza dell’Europa non può limitarsi allo stanziamento di fondi, avremmo bisogno di fare più politica di rapporti con i Paesi dell’altra riva” ha aggiunto Epifani, secondo cui “bisogna poi lottare con più forza contro le organizzazioni malavitose” che gestiscono i ‘viaggi della speranza’. Ma anche in Italia, ha sottolineato il leader democratico, “bisogna ricreare una cultura dell’accoglienza e del rispetto dei diritti delle persone più forte”. Poi la risposta ad Alfano: “La Bossi-Fini va cambiata – ha concluso – perché era fondata sull’idea di paura, noi invece dobbiamo affrontare i temi dal punto di vista del rispetto“.

Se il Pd chiede di cambiare passo e di abolire la legge Bossi-Fini, stranamente in linea si mostra M5S: “le responsabilità di questa tragedia sono tutte dell’Unione europea, che abbandona l’Italia a se stessa senza colpo ferire”, affermano i deputati grillini. Piena sintonia nel Pdl dove si chiede a gran voce l’intervento dell’Europa. “La UE ha il dovere politico e morale di riconoscere che i confini dell’Italia sono i confini dell’Europa, non può voltare lo sguardo dall’altra parte evitando di impegnare mezzi e risorse per fronteggiare un fenomeno epocale”, afferma, ad esempio, Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl.

La sepoltura delle vittime
Nel secondo giorno di dolore comincerà anche il drammatico momento del raccoglimento e della sepoltura delle vittime. Sono arrivate a Lampedusa, con il traghetto da Porto Empedocle, oltre 140 bare, per far fronte all’emergenza. Sull’isola non ce n’erano a sufficienza. Le vittime saranno poi tumulate in diversi comuni dell’agrigentino. “E’ ridicolo”, ha commentato Felicio Angrisano, comandante generale del  Corpo delle Capitanerie di porto, “e assurdo e offende pensare che ci siano stati ritardi ieri mattina nel soccorso del barcone naufragato. Il vero miracolo di questo evento è stato il salvataggio dei 155 immigrati“. Il Comandante ha poi detto di essere uscito stamattina “in mare, più che altro per una preghiera”. Poi spiega, tornando al soccorso di ieri: “Alle 7 Lampedusa ha avuto la segnalazione e immediatamente ha dato disposizione di prendere quante più persone possibile”.