La Consob alza il prezzo di Camfin che precipita in Borsa di oltre il 3 per cento. Questa reazione del mercato al verdetto della vigilanza dei mercati finanziati secondo la quale l’ultima operazione di salvataggio di Marco Tronchetti Provera è stata condotta anche con degli accordi sotto banco che hanno sfavorito i risparmiatori.

E così la Commissione ha alzato a 0,83 euro per azione il prezzo dell’Opa di Lauro 61 sulla holding che controlla Pirelli giudicando non corretto il valore di 0,80 euro offerto al mercato. E ha riaperto i termini dell’opoerazione, già prorogata al 27 settembre, per 5 giorni da 7 all’11 ottobre. La Borsa comunque aveva scommesso in qualcosa di più del ritocco inferiore al 4% calcolato dall’authority tanto che il titolo mercoledì aveva chiuso a 0,86 euro.

In mano la Commissione ha documenti che proverebbero un legame tra l’uscita, prima dell’estate, dei Malacalza dalla holding e l’acquisto, sempre da parte della famiglia genovese, del 7% del gruppo di pneumatici. Al termine delle verifiche la Commissione si è infatti convinta che nella complessa operazione, annunciata a giugno, sulla catena di controllo del gruppo Pirelli dopo un anno di scontri coi Malacalza, i conti non tornano.

E non torna in particolare il valore proposto al mercato per l’offerta con la quale Marco Tronchetti Provera e gli altri soci di Lauro (Clessidra, Unicredit e Intesa), dopo aver raggiunto il 61% di Camfin, puntano al 100% per poi procedere col riassetto. A oggi nel frattempo le adesioni al’Opa, a due giorni dal termine, prorogato da Consob dal 13 al 27 settembre, hanno toccato quasi 82% del capitale, cui va aggiunto il 2,49% di Massimo Moratti che sarà apportato in una secondo momento.

In particolare Consob ritiene di aver accertato una collusione fra Malacalza Investimenti da una parte e dall’altra Lauro e i soggetti che con essa hanno agito di concerto per assicurare ai genovesi un trattamento migliore rispetto a quello riservato agli altri azionisti attraverso l’Opa. Dagli accertamenti risulta infatti che è stato riconosciuto a Malacalza un corrispettivo pari quanto meno a 0,83 euro, più elevato rispetto al prezzo di 0,80 euro dell’offerta.

Per la Commissione la transazione convenuta comprende, oltre che una componente cash di 0,80 euro per il pagamento delle azioni Camfin cedute da Malacalza a Lauro, anche un’ulteriore componente, costituita dallo sconto riconosciuto sul valore della partecipazione del 7% circa in Pirelli, ceduta a Malacalza da Allianz e FonSai, membri del patto del gruppo.

Lo sconto – si legge nella nota dell’autorità – è stato quantificato, come minimo, nella differenza tra il prezzo che Malacalza avrebbe dovuto pagare per le azioni Pirelli “nella logica della conversione” (8 euro) e il prezzo effettivamente pagato (7,80 euro). A questo punto, dopo aver snocciolato argomenti a difesa della correttezza del proprio operato, a Lauro non resta, come già preannunciato, che fare ricorso al Tar contro il provvedimento della Commissione.