E’ salito a 81 il numero delle vittime del duplice attacco kamikaze contro la minoranza cristiana avvenuto domenica nella chiesa di Tutti i santi di Peshawar, in Pakistan. Lo ha riferito Noor Khan della polizia, precisando che nella notte sono morte tre delle persone rimaste ferite nell’esplosione. Stavano uscendo dopo la messa domenicale i cristiani di Peshawar, nel distretto Kohati Gate del Pakistan nord-occidentale, quando hanno sentito due esplosioni fuori dall’edificio.  I feriti sono oltre 145, come rende noto Geo Tv. Molti in gravi condizioni ricoverati all’ospedale Lady Reading Hospital. Tra le vittime molte donne e bambini. Si tratta del più grave attacco alla minoranza cristiana del Paese da anni.  Sono stati due i kamikaze a provocare le esplosioni, la seconda più potente della prima.  Un ufficiale di polizia ha dichiarato che entrambi gli attentatori sarebbero morti. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista islamico Jandullah, legato ai talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) e vicino ad Al Qaida. Il premier pachistano Nawaz Sharif ha detto che il suo governo non può continuare il dialogo con i talebani dopo la strage.

Un portavoce dell’organizzazione fondamentalista islamica ha detto che “fino a quando i raid dei droni non saranno fermati, continueremo a colpire, ovunque ne avremo la possibilità, obiettivi non musulmani”. I droni usati con l’intenzione di colpire i terroristi hanno più volte provocato vittime tra i civili. I militanti islamici estremisti sono accusati di diversi altri attacchi contro la minoranza cristiana in Pakistan, così come contro gruppi musulmani da loro considerati eretici. La minoranza cristiana ammonta al 1,2 per cento della popolazione pakistana prevalentemente musulmana. 

Un amministratore della città ha spiegato che l’attacco è avvenuto mentre i fedeli uscivano dalla chiesa dopo la messa per ottenere un pasto gratuito di riso. Da una prima ricostruzione della polizia, è emerso che le due esplosioni si sono verificate a circa 30 secondi l’una dall’altra. Il commissario della polizia Mohammad Ali Babakhel ha detto che “gli agenti che erano di guardia hanno cercato di fermare i kamikaze ma sono stati uccisi dalla deflagrazione”. Secondo gli artificieri sono stati usati circa sei chili di esplosivo da ciascuno dei due attentatori suicidi. All’interno dell’edificio religioso si trovavano circa 400 persone.  Intanto, nell’ospedale locale è emergenza perché non sono disponibili bare sufficienti per tutte le vittime e letti per i feriti, hanno spiegato le autorità.

Il premier Sharif ha condannato l’attentato condotto contro la chiesa di Peshawar: “I terroristi non hanno religione, prendere di mira persone innocenti è contrario agli insegnamenti dell’islam e di tutte le religioni”. Lo si legge in una nota diffusa tra i giornalisti. Inoltre, Sharif afferma che “simili atti crudeli di terrorismo riflettono la brutalità e la mentalità disumana dei terroristi”. Il vescovo di Peshawar, Sarfarz Hemphray, annunciando tre giorni di lutto per l’attentato contro la chiesa di Peshawar, ha accusato il governo e le agenzie di sicurezza di non proteggere la minoranza cristiana. “Se il governo mostra volontà, può controllare il terrorismo”, ha dichiarato Hemphray. “Abbiamo chiesto alle autorità di aumentare la sicurezza, ma non ci hanno dato retta”, ha detto il vescovo. Centinaia di dimostranti cristiani hanno protestato oggi in diverse città del Pakistan contro l’attentato. A Lahore, Karachi, Multan, Faisalabad e nella stessa Peshawar sono stati organizzati cortei spontanei di protesta contro le autorità accusate di non garantire un’adeguata sicurezza alle minoranze religiose.

Anche il Papa in visita pastorale a Cagliari ha condannato l’attacco contro la comunità cristiana: “Oggi nel Pakistan per una scelta sbagliata di odio e di guerra è stato fatto un attentato e sono morte 70 persone, questa strada non va, non serve, ma solo la strada della pace costruisce un mondo migliore”. Il Pontefice ha poi recitato coi giovani sardi un Padre Nostro per i morti nell’attentato.