Mentre i partiti tradizionali e i media si godono lo spettacolo a colpi di l’avevo detto io, il Movimento 5 Stelle sembra preso da un vortice autolesionista fatto di divisioni, negazione dell’evidenza e caos. Dal canto suo Grillo, fuori dal Parlamento, le spara sempre più grosse in termini di invettive, esagerazioni e insulti. Che succede? Sono tutti impazziti? Stanno finalmente mostrando il dilettantismo e l’incapacità politica che fin qui erano riusciti a nascondere?

Credo che la mancanza di competenza ed esperienza dei deputati e senatori M5S fosse chiara dall’inizio, anche se molti si ostinavano a credere che, armati di sola buona volontà e studiando anche di notte, tutti quei ‘signori della porta accanto’ potessero colmare in fretta le loro lacune. Credo che lo stesso Grillo fosse consapevole del rischio di portare “questa brava gente” in Parlamento: lo ripeteva sempre, ricordate? In tutti i comizi in giro per l’Italia, presentando sul palco i vari candidati: «Meglio un salto nel buio con questi, che un suicidio assistito con i politici che conosciamo». È in questa direzione che avevo interpretato le espulsioni di Giovanni Favia e Federica Salsi: meglio perdere un po’ di popolarità – immaginavo si fosse detto Grillo prima delle elezioni politiche – meglio entrare in Parlamento con numeri inferiori, che rischiare candidature impresentabili e, un domani, azioni impresentabili.

E ora? Perché Grillo si ostina a spararle grosse contro tutto e tutti come se nulla fosse, come se i numeri del suo consenso fossero ancora altissimi, come se avesse vinto a man bassa anche le amministrative? È andato in tilt per stanchezza e rabbia? È incompetente anche lui in comunicazione, come “i signori della porta accanto” che ha messo in Parlamento? Credo che la risposta sia mista: un po’ di tilt c’è, perché non vedo più in Grillo quella lucidità nel comunicare e usare i media che gli avevo visto nei mesi scorsi, prima che si insediasse il governo Letta.

Ma c’è anche, forse, una certa volontà di contenere il fenomeno M5S fino a ridurlo a dimensioni per Grillo più maneggevoli: quelle di un semplice movimento di protesta. Un po’ com’era la Lega prima che Berlusconi la trasformasse in alleata di governo, di fatto snaturandola. Pura contestazione di piazza e opposizione in Parlamento. Nessuna aspirazione di governo, nessuna velleità. Che prospettiva riposante. Forse in questi giorni Grillo non vorrebbe altro.