La memoria di Romano Prodi vacilla. In un colloquio con Il Fatto Quotidiano (28/5/2013), l’ex premier Romano Prodi sottolinea che l’Ilva di Taranto era un bello stabilimento, tra l’altro isolato dalla città. E’ stata la città ad andare addosso all’Ilva, non l’Ilva addosso alla città. Quando andavamo allo stabilimento, percorrevamo chilometri e non c’era una casa. Se la gente non fosse andata ad abitare lì, così addosso all’acciaieria – conclude – forse non sarebbe stata così aggredita dall’inquinamento”.
Prodi ricorda male distanze, luoghi e circostanze. Le case più vicine allo stabilimento sono infatti quelle di via Lisippo. Sono andato a verificare l’anno di costruzione di quelle case: 1956. La posa della prima pietra dello stabilimento Italsider risale invece al 9 luglio 1960. Quindi quelle case esistevano prima della fabbrica.
Come l’ex ministro Clini, anche Prodi crede che siano le case ad essere state costruite dopo le ciminiere e terribilmente vicine ad esse. E’ tutto il contrario!
E’ lo stabilimento ad essere stato costruito dopo le case, a 135 metri dalle più vicine. Quelle case vicino a cui sono sorte le ciminiere esistevano pertanto già prima e sono, per di più, frutto di edilizia pubblica e non certo di abusivismo edilizio.
Oltre ad inventare gli inesistenti 40 mila posti di lavoro all’Ilva questi politici inventano anche la storia di Taranto, capovolgendola.
Ripeto: nessuna casa nel quartiere Tamburi è stata costruita abusivamente a ridosso del muro di cinta dello stabilimento. 
Prodi vada a Taranto e verifichi di persona. Vedrà che le ciminiere sorgono purtroppo anche accanto al cimitero del quartiere Tamburi e non è stato certo il vecchio cimitero a sorgere abusivamente “dopo”. Tutto esisteva prima: basta vedere le lapidi.
 
E’ assurdo dare la colpa alla gente per errori compiuti invece da politici e da ingegneri privi di conoscenze ambientali. A sbagliare furono i dirigenti delle Partecipazioni Statali che autorizzarono la costruzione dello stabilimento siderurgico di Taranto “al contrario”: l’area a caldo (la più inquinante) venne infatti realizzata vicino alla città e l’area a freddo (la meno inquinante) fu posizionata a maggiore distanza dalle case. Assurdo!
Basta guardare la cartina della disposizione degli impianti per vedere che parchi minerali, cokeria e agglomerato sono la linea più avanzata  verso il fronte urbano, e da lì fuoriescono rispettivamente le polveri (parco minerali), il benzo(a)pirene (cokeria) e la diossina (agglomerato).
L’errore clamoroso di costruire al contrario il centro siderurgico di Taranto è un’altra cosa che Prodi ci potrebbe spiegare, se ne è capace, dato che definisce quella fabbrica “un gioiello”.
A sbagliare a Taranto non è stata la gente, ma chi ha governato.