Lavori di ristrutturazione pagati in contante e con denaro proveniente da conti esteri per una lussuosa abitazione che il ministro dell’economia Vittorio Grilli ha comprato nel 2004 a Roma, in via San Valentino. Claudio Gatti sul Sole 24 ore ricostruisce la vicenda nei dettagli, anche grazie alla testimonianza della ex moglie Lisa Lowenstein, da cui è divorziato dal gennaio 2013, che ha dichiarato: “Ricordo anche che una parte di quel pagamento è avvenuto con denaro proveniente da un conto offshore di mio marito con i soldi guadagnati nell’anno in cui ha lavorato per Credit Suisse a Londra”. 

Parte del denaro proviene così da uno cinque conti – in sterline, dollari e euro – che il ministro aveva nelle Isole del Canale, considerate paradisi fiscali. Conti all’estero che, nel caso del ministro delle finanze francese Jerome Cahuzac, ne hanno causato le dimissioni. Grilli però chiarisce di avere riportato i soldi in Italia quando ha lasciato Credit Suisse per diventare Ragioniere dello Stato nel 2002 e, quindi, precisa che  è “tutto regolare e trasparente al fisco”. Ma, al contrario, al Sole risulta “che il denaro con cui è stato pagato l’acconto sull’appartamento partì originariamente da un conto nell’isola di Jersey nel febbraio 2004, cioè quasi due anni dopo”. Lui, però, assicura: “Erano tutti conti in chiaro. Dichiarati. Su cui ho pagato tutte le tasse”. 

Dall’articolo emerge inoltre che quasi metà dei lavori di ristrutturazione della casa sono stati pagati in contanti e dunque “senza imposizione di Iva“. In un’inchiesta di Bloomberg del gennaio 2013, Grilli sosteneva “che l’appartamento era stato comprato a un prezzo decisamente sotto mercato, 1.065 milioni di euro. Cifra inferiore addirittura all’ammontare del mutuo ricevuto dal Monte dei Paschi per l’acquisto e la ristrutturazione”. Motivo per cui Grilli avrebbe compensato l’incongruenza con un “rimborso” al congiunto del venditore per lavori fatti in precedenza. Tuttavia Lowenstein, che riconosce che il “prezzo totale pagato per l’appartamento fosse stato in realtà più del doppio di quello dichiarato” nega lavori di ristrutturazione effettuati prima dell’acquisto.

Non solo: oltre a ricordare che l’importo versato è stato di circa circa 2 milioni e duecentomila euro, aggiunge che il denaro proveniva da un conto offshore. Inoltre, riporta il Sole, il costo dei lavori di ristrutturazione corrisponde al doppio della cifra dichiarata da Grilli (374mila euro) e il “saldo” è stato pagato in contanti e l’Iva sarebbe stata versata solo su 360mila euro. A fronte di alcuni documenti di rendicontazione delle spese che registrano 295mila euro di pagamento in contanti, Grilli spiega di avere regolarmente pagato le fatture e aggiunge che dei contanti periodicamente versati alla ex moglie non sa cosa la Lowenstein ne abbia fatto. Che i lavori di ristrutturazione siano stati pagati con quel denaro? La ex, però, non chiarisce. 

”Sono molto dispiaciuto perché da un pò di mesi sono inseguito da illazioni infondate che originano da una causa di divorzio molto dura. Ho già risposto sul Sole 24 Oree ogni altra risposta sarà data da me e dai miei avvocati nelle sedi proprie”, ha commentato il ministro mentre il suo legale in una lettera al quotidiano della Confindustria parla di “ricostruzioni denigratorie”. In serata Grilli ha poi pubblicato sul sito del ministero del Tesoro le proprie dichiarazioni dei redditi relative agli anni 2002, 2003 e 2004. “Per quanto riguarda l’anno fiscale 2002 – si legge in una nota del Tesoro – si fa presente che il professor Grilli per un periodo di tempo ha lavorato in Inghilterra e nello stesso anno è rientrato stabilmente in Italia. Dalle dichiarazioni si evince chiaramente che le giacenze all’estero sono regolarmente dichiarate e quindi sottoposte a tassazione”. Allo stesso tempo, conclude la nota, “si evince che nel 2003 e nel 2004 si è proceduto al rientro degli investimenti finanziari in Italia”.