La Sardegna è una delle regioni più inquinate d’Italia.

Quando l’ho letto ho pensato ad un refuso o addirittura ad uno scherzo. Ma come, quella Sardegna che conosciamo attraverso le riviste di carta patinata, quella del mare cristallino, del Gennargentu, di Orosei…Sì, proprio quella. Oddio, magari non sono proprio quelli i siti contaminati, ma la realtà è comunque sconfortante.

Innanzitutto, la regione ha il triste primato di contenere al proprio interno l’area contaminata più vasta d’Italia: 445 mila ettari, centomila in più della Campania che occupa il secondo posto in graduatoria. Area rappresentata principalmente dal Sulcis-Iglesiente, un bacino che accoglie una centrale termoelettrica, aziende di produzione di alluminio, bitume e polistirolo, di trattamento di gas e gestione di rifiuti speciali, oltre alle famose miniere abbandonate (spesso all’onore delle cronache), e dal Guspinese, sede anch’esso di antiche miniere.

Poi c’è la zona industriale di Porto Torres, e poi ancora – come se non bastasse – ci sono i poligoni militari. La regione ospita da sola il 65 per cento delle servitù militari italiane.

E nelle zone più inquinate si registra anche un aumento di morti per malattie degenerative.

Comprensibile che i sardi, od almeno una buona parte di essi, non voglia più quello sviluppo che viene dal continente e che lascia dietro di se’ un cumulo di macerie, di aree da bonificare e di morti di cancro.

Ed ecco allora la Marcia della Terra, che si svolgerà sabato prossimo: “Il 20 aprile saremo ad Arborea, ognuno con un pugno di terra, della propria terra, da consegnare simbolicamente ad Eleonora per rivendicare il diritto di decidere non solo delle nostre risorse, ma della nostra vita e del nostro futuro. Ci saremo tutti, uniti come un solo popolo. Chiameremo a raccolta le sarde e i sardi che hanno a cuore questa battaglia, lo faremo perché è nostro dovere farlo, lo faremo perché questa terra è la nostra terra, perché difenderla nel presente vuol dire liberarla per il futuro.”

Ma cos’è Eleonora? Una bella donna? Eleonora è il nome dato dalla Saras di Moratti (patron dell’Inter) – “usurpando” dalla memoria storica sarda il nome di Eleonora d’Arborea – ad un progetto per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi appunto in comune di Arborea, in Provincia di Oristano. L’area del permesso di ricerca Eleonora è estesa su una superficie di circa 44.300 ettari. Nel comune di Arborea operano oltre 300 ditte nel settore agricolo, che rappresentano, in numero di addetti, il 74% del totale, a conferma del completo orientamento del territorio verso le produzioni agricole e zootecniche dell’area. Ottimo latte, ottimi prodotti agricoli. Insomma, proprio il luogo ideale per una ricerca di idrocarburi.