In attesa degli esiti delle inchieste in corso, il Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il 2012 con un maxi buco da 3,17 miliardi di euro, ben oltre i 2 miliardi attesi dagli analisti, che si confronta con un rosso di 4,69 miliardi dell’anno precedente. Sui conti della banca hanno inciso sicuramente svalutazioni complessive per circa 1,6 miliardi di euro. L’istituto ha avvertito inoltre che le rettifiche su crediti effettuate su pressing anche della Banca d’Italia sono state pari a 2,67 miliardi di euro, di cui 1,37 miliardi solo nel quarto trimestre.

Preoccupa soprattutto, alla luce della bufera scatenata dall’istituto che continua a fare discutere, il portafoglio derivati della banca che, secondo un comunicato della banca, alla fine del 2012 ammontava a 38,4 miliardi di euro, in aumento di oltre un miliardo rispetto all’anno precedente. In particolare il portafoglio finanziario è composto per 26,4 miliardi dall’esposizione verso titoli di Stato italiani, 5,2 miliardi verso obbligazioni non governative, 3,2 miliardi verso attività finanziarie specifiche e 1,6 miliardi verso derivati contratti prevalentemente con clientela business.

Soffrono, poi, i ricavi della banca. Il margine della gestione finanziaria e assicurativa, che esprime il totale delle entrate, è sceso del 6,2 per cento a 4,9 miliardi. Andando a vedere la composizione dei ricavi, il calo a due cifre del margine di interesse (-18,1 per cento), la principale fonte di introiti per la banca, è stato seguito da quello più contenuto delle commissioni (-7,4 per cento) mentre una mano è arrivata dalla negoziazione e riacquisto di titoli, che ha chiuso con un utile di 454 milioni.

Quello presentato oggi “è un bilancio di svolta che rendiconta tutte le azioni di discontinuità che fanno di Mps una banca molto diversa dal recente passato”, sostiene l’amministratore delegato Fabrizio Viola presentando i risultati. Una differenza che però non rende ancora chiaro quando l’istituto sarà in grado di rimborsare gli oltre 4 milairdi di euro di aiuti di Stato appena ricevuti.  “Quest’anno non pensiamo di rimborsare” il ministero, ha detto il direttore finanziario Bernardo Mingrone aggiungendo che l’anno prossimo il quadro normativo “sarà più chiaro”.

Proprio su questo tema si era soffermata l’attenzione degli ispettori del Fondo Monetario Nazionale che, riportava La Stampa mercoledì 27, in una prima bozza del comunicato sugli esiti dell’ispezione nel sistema finanziario del Paese, invitavano le autorità a “continuare a monitorare da vicino l’applicazione del piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena ed essere preparate ad assumerne il controllo, se necessario, per minimizzare i costi finali per lo Stato”. Frase poi scomparsa dalla comunicazione ufficiale. Anche se ricalca preoccupazioni già espresse perfino da Mario Draghi che prima di salire ai vertici della Bce era governatore della Banca d’Italia, proprio negli anni in cui Mps portava a termine la disgraziata acquisizione di Antonveneta oggi nel mirino della magistratura.

Chiare sono invece le sorti dei lavoratori. La nota diffusa dall’istituto spiega infatti che sono già state chiuse 200 filiali, il 50 per cento dell’obiettivo di riduzione degli sportelli contenuto nel piano industriale al 2015 e che la banca ha già fatto uscire anticipatamente mille dei 1.660 dipendenti che dovranno lasciare la banca entro la fine del primo semestre del 2013.

Nel frattempo, secondo fonti vicine all’inchiesta, è stato “proficuo e fruttuoso” l’incontro avvenuto oggi a Lugano tra i due pm di Siena Aldo Natalini e Giuseppe Grosso con i colleghi del Canton Ticino che hanno aperto un’inchiesta sull’ipotesi di riciclaggio e che riguarderebbe Gianluca Baldassarri. I due magistrati senesi, che ieri erano a Milano per seguire e coordinare le perquisizioni a Banca Nomura, stamani si sono recati in Svizzera per un incontro già programmato. Erano stati invitati dai magistrati che seguono l’inchiesta su Baldassarri e che avrebbero consegnato loro ulteriori carte interessanti per le indagini della Procura di Siena sul Monte dei Paschi e più specificatamente sul filone che riguarda l’ex capo area finanza dell’istituto senese.