“Allora niente praticamente siamo andati a parlare con il presidente Napolitano. E’ stato attento, Beppe è stato capace di tenerlo abbastanza sveglio. Beppe ha spiegato un po’, ha cercato di raccontargli la rivoluzione che sta accadendo, il cambiamento del mondo … abbiamo cercato di spiegargli che il vero vincitore di queste elezioni, se vincitore si vuole definire, non è un vincitore, ma vogliamo rispettare la volontà degli italiani? Gli italiani hanno deciso che questi partiti non li vogliono più, ed è una cosa chiara, perché chi è che ha la maggioranza assoluta del Parlamento? Il Movimento 5 Stelle e gli astenuti, che insieme fanno la più grande forza politica … Pertanto è impossibile ragionare con chi ha fatto fino a un giorno fa dello stalking nei confronti del Movimento 5 Stelle… Beppe ha ribadito che noi non possiamo neanche prendere in considerazione i programmi di questi del Pd e del Pdl in quanto sono programmi tra di loro assolutamente simili, che si sovrappongono e sovrapponibili.”

Roberta Lombardi ha anche spiegato che, nel caso in cui l’incarico non fosse conferito a un esponente del M5S, Grillo vuole almeno le presidenze di alcune commissioni. Salvo poi precisare che il Movimento non si arrende al gioco della politica degli scambi di posti.

Premessa: non credo che il discorso di Crimi e le boutade di Grillo siano pienamente rappresentative dello spirito, delle intenzioni e delle intelligenze che sono nel Movimento 5 Stelle, che è molto più di questo. Rimango convinto che M5S e centrosinistra debbano e possano dialogare per preservare questo Parlamento e avviare una stagione di riforme. L’iniziativa che Antonio Nicita, Matteo Rizzolli e io abbiamo avviato sul sito del Fatto Quotidiano, Programmi in Movimento, sta mostrando che sul piano programmatico la convergenza tra i due schieramenti è possibile, e continuo a sperare che tale forte compatibilità sul piano delle idee si traduca in un accordo politico che ci faccia superare gli anni cupi del Berlusconistan.

Intanto, però, le consultazioni non hanno dato buoni segnali. C’è tutto il peggio delle vecchie abitudini partitiche nelle performance odierne di Grillo e Crimi. Dal dileggio degli interlocutori (“Beppe è riuscito a tenere abbastanza sveglio Napolitano”) e la martellante declamazione di bugie tipici dei berluscones (“M5S è primo partito”, “I programmi di Pd e Pdl sono uguali”) agli scambi di poltrone e i calcoli politici di stampo dalemiano (o ci dai l’incarico o vogliamo le presidenze delle commissioni). Tutto condito con qualche sana e godibile gaffe da principiante.

In attesa che i cittadini a 5 Stelle si adoperino per far emergere il meglio del Movimento, magari con l’aiuto di un passo indietro da parte del loro soffocante capo, è doveroso ristabilire qualche verità a beneficio di noialtri che siamo nel mezzo.

Il Movimento 5 Stelle non è il primo partito. Secondo i dati ufficiali riportati sul sito del ministero degli Interni, alla Camera (Italia + Estero) il Pd ha ottenuto 8.932.615 voti, mentre il M5S ne ha ottenuti 8.784.499. Il Pd ha avuto quindi 148.116 voti in più. Anche al Senato, il Pd ha ottenuto più voti del M5S: 8.674.893 contro 7.375.412.

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 Inoltre, Pd e Pdl non hanno programmi uguali e sovrapponibili. Condividono tanti dei vizi che affliggono il nostro sistema politico, certo. Ma il Pdl è il partito che ha sottoscritto in Parlamento che Ruby fosse la nipote di Mubarak, per dirne una. Che ha forgiato e sostiene le leggi ad personam e che vanta tra le sue fila la presenza di persone giudicate colpevoli dei reati più vari. Un partito controllato in modo totalitario dal suo capo, in spregio a qualsiasi regola democratica. Ma col gioco delle analogie e differenze è meglio fermarci qui, potrebbero emergere dati di fatto poco graditi al “MoVimento”.