Sono 63 le donne elette con il Movimento 5 stelle: 37 alla Camera e 25 al Senato. Sono giovani: 37,4 anni l’età media, che scende a 31,6 in Parlamento, dove le deputate del M5s sono tutte under 40. Sono istruite: il 71 per cento delle elette alla Camera ha una o più lauree o master. Al Senato la percentuale è un po’ più bassa, del 56. Sono medici, operaie, scrittrici, attrici, impiegate, casalinghe, libere professioniste. Molte sono, nonostante i titoli di studio, disoccupate. Alle spalle hanno storie di “democrazia attiva”, spesso in difesa dell’ambiente.

Danila Nesci

Era con i No Tav la deputata Eleonora Bechis, 38 anni, di Torino, mamma e operaia. Ed era volontaria di Greenpeace la più giovane delle nuove parlamentari, Marta Grande. Eletta nella circoscrizione Lazio 1, sta facendo molto parlare di sé perché, stando a quanto riportato da alcune testate italiane, potrebbe diventare la prossima presidente della Camera. Ha 25 anni e fa parte del M5s solo dal 2012. A 22 anni aveva già una laurea in Lingue e commercio internazionale presa all’Università dell’Alabama, cui sono seguiti un master in Italia, un’esperienza di studio in Cina e il volontariato ambientalista, oltre a lavori di interprete e traduttrice. Presto discuterà la tesi – per un’altra laurea – in Relazioni internazionali a Roma Tre. Capelli corti e lentiggini, piace al Pd e potrebbe diventare la terza donna presidente della Camera dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. E la più giovane della nostra Repubblica. 

Eleonora Bechis di Torino

Un record, stavolta non ipotetico, arriva dalla Sardegna e ha il nome della grillina Manuela Serra. 41 anni, due lauree, un master fatto e un altro in corso, precaria, Serra è la prima senatrice sarda nella storia della Repubblica italiana.

Nonostante la crociata di Beppe Grillo contro i giornalisti, tra le sue elette non mancano le appartenenti o aspiranti tali alla categoria. Come la deputata calabrese Dalila Nesci, 26 anni, pubblicista e laureanda, che sul suo sito scrive: “Non chiedete a me e al M5S di risolvere in breve tempo problemi accumulati in decenni e decenni di mala politica. Ci vorrà del tempo, ma con il contributo di tutti il cambiamento è possibile”.

Si lamenta di non trovare lavoro nella comunicazione a Taranto, la sua città, ma “per amore” Vincenza Labriola, 32 anni, non se ne va. Chissà se lo farà ora che ha un seggio a Roma. Con un posto in Parlamento può dimenticare il brutto risultato alle comunali dello scorso maggio in cui aveva preso solo un voto. Laureata in Comunicazione anche la deputata lucana Mirella Luizzi, che proprio nel suo ventottesimo compleanno ha ottenuto un seggio. “Cercheremo la strada del buon senso e della coerenza” ha twittato. Si dice appassionata di giornalismo la più votata in Emilia Romagna, Giulia Sarti, 26 anni, deputata riminese, una laurea in Legge con tesi sui referendum. “Alla Camera – dice – mi occuperò di giustizia e di carceri che scoppiano”. La più votata alle primarie del M5S, la deputata milanese Paola Carinelli, 32 anni, ha un’altra missione: “Togliere i soldi alla casta dei politici, abolire i rimborsi elettorali, ridurre al minimo tutte le spese. E partecipazione diretta dei cittadini”. La collega calabrese Federica Dieni, 26 anni, una laurea in Giurisprudenza, promette di riformare, entro i primi 100 giorni di attività parlamentare, “la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter)”. Vuole “l’abolizione totale della caccia, di spettacoli e gare che utilizzano animali” la deputata torinese Laura Castelli, 26 anni, già tra le fautrici del progetto “Sbankiamoli”, che mira a promuovere le banche etiche tra i risparmiatori.

Vincenza Labriola

La Sicilia è la regione che ha eletto più donne tra i grillini: dieci in tutto, 2 al Senato e 8 in Parlamento. A seguire il Lazio con 8 donne elette, l’Emilia con 7 e il Veneto con 5. A un uomo, Alessio Tacconi,  invece va l’unico seggio che il Movimento 5 stelle si è aggiudicato in Europa.

Gli elettori del M5s vogliono più donne in politica e lo hanno dimostrato eleggendone 63. Sembrano lontane le polemiche per l’invettiva che lo scorso ottobre Grillo diresse alla “eretica” Federica Salsi, la consigliera comunale di Bologna accusata di cercare celebrità nei talk show. Sono recenti però quelle intorno a un’altra esponente del Movimento 5 stelle, Roberta Agnoletto, assessore con deleghe part time all’Ambiente e allo sport nel Comune di Mira, in provincia di Venezia. Agnoletto avrebbe denunciato di essere stata sollevata dal suo incarico perché incinta. Per il sindaco Alvise Maniero, invece, “la gravidanza non c’entra nulla”. Il problema, spiega in un’intervista pubblicata sul sito del Movimento per rispondere alle accuse di discriminazione, sarebbe che Agnoletto garantirebbe la presenza solo per due giorni e mezzo a settimana a causa di “impegni personali”. Troppo pochi per il sindaco, che ha ricevuto anche il sostegno di Beppe Grillo.

Aggiornato da redazione web il 28/02/2013 ore 11.30