Il Colosseo è a rischio crollo? Sì, secondo Italia Nostra e i Radicali. Tra pochi giorni una vasta area su via dei Fori Imperiali  sarà recintata per avviare, al suo interno, gli scavi per costruire la gigantesca stazione “Colosseo” della Metro C. La onlus di salvaguardia dei beni culturali ha presentato nella sede dei Radicali un dossier secondo il quale i lavori comporterebbero dei rischi significativi per lo storico anfiteatro romano. Secondo il documento c’è un alto rischio di cedimento delle fondamenta lungo il fronte settentrionale del Colosseo.

A preoccupare è anche l’erosione e l’instabilità delle pareti del monumento, già in stato precario per via dello smog, e infine, come ha spiegato il presidente di Italia Nostra Roma Carlo Ripa di Meana, le “gravi conseguenze che l’opera avrà sulla libera fruizione del monumento”. Il percorso riservato ai visitatori, infatti, sarà ridotto a uno stretto corridoio di 2,85 metri, che si snoderà all’interno del cantiere, cosa che potrebbe disincentivare il flusso turistico. Partendo dai piedi del Colosseo, la recinzione arriverà fino a metà dei Fori Imperiali, all’altezza di largo Corrado Ricci e al suo interno tutta via dei Fori verrà “scavata e svuotata fino ad una profondità di 50 metri – ha detto Carlo Ripa di Meana – e lo spazio residuo per il traffico, quindi, si ridurrà a sole due corsie, totalmente addossate al Colosseo”.

Le critiche del presidente hanno riguardato soprattutto le tempistiche del “project financing” per la costruzione della cosiddetta “metro archeologica”, proposto più di 20 anni fa, nel 1990 e che prevedeva la fine del cantiere in occasione del grande Giubileo del 2000. In realtà, i lavori per la tratta principale, che da San Giovanni arriverà a San Pietro, passando per piazza Venezia e largo Argentina, sono praticamente fermi. Nel corso della conferenza stampa Ripa di Meana ha presentato anche una relazione della Corte dei Conti che denuncia una serie di “irregolarità, incompetenze, negligenze ed errori alla base del progetto e certifica un sostanziale fallimento della Metro C”. Inoltre, aggiunge il presidente di Italia Nostra-Roma, “la Corte ha sventato un inaudito colpo di mano delle imprese, che stavano trattando una proposta di ‘project financing’ per l’astronomica cifra di 10 miliardi di euro” a fronte del costo iniziale dell’opera che era pari a 1 miliardo e 900 milioni di euro.

La denuncia di Italia Nostra non è la prima che riguarda i lavori della metro nella zona dei Fori Imperiali. Già nel 2009 la Soprintendenza Archeologica aveva espresso delle riserve riguardo al progetto, chiedendo che fosse avviato il processo di integrale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, premessa imprescindibile per dare il via ai lavori, in quanto riteneva “incompatibile, ai fini della tutela dell’Anfiteatro Flavio e della frequentazione in sicurezza dell’area, la compresenza del traffico veicolare pubblico e privato e del transito dei mezzi funzionali alle attività di cantiere”.