”Non possiamo trattare i cittadini italiani come dei minorati” e Berlusconi ha detto cose “da cialtroni”. Comincia sopra le righe e con gli insulti anche per Mario Monti l’ultima settimana di campagna elettorale. Osserva che il Paese a novembre 2011 era “deriso anche per colpa sua” e prende le distanze dalla coalizione guidata da Bersani: “Non ho e non avrò niente in comune con questa coalizione di sinistra”. E sul Cavaliere che scherzando al comizio da Torino aveva assicurato di volersi ubriacare nel caso di sconfitta del polo centrista ribatte: “Berlusconi dice ‘prometto’? Inutile ascoltare il resto della frase”. Attacchi anche alla sinistra radicale (”Vendola parla di razza padrona? E’ inqualificabile”) e ad Antonio Di Pietro: “Mi ha detto che sono responsabile di imprenditori che si sono suicidati – ricorda – E io dovrei rispondere a chi mi accusa di questo? Mi rifiuto”. Il Pdl non resta a sentire e ribatte: “Preso da disperazione politica”.

Monti riconosce che c’è molto in comune “tra coloro che sono tentati a votare per Grillo” e chi voterà per lui, accomunati dal “profondo senso di scontentezza per una politica che ci ha traditi”. Nonostante questo tende però rimarcare che “le risposte sono profondamente diverse. Grillo con tutto il rispetto non ne ha, e quelle che ha sono perniciose per l’Italia come l’uscita dall’euro. Io che ho una esperienza di governo di risposte credo di averne”.

Il Professore vorrebbe il confronto per presentare i programmi. Il Professore, arrivando a un convegno a Roma e in mattinata su La7, ribadisce ancora una volta la necessità di un confronto fra i candidati premier in vista del voto di domenica. Un invito che giunge dopo il rifiuto di Beppe Grillo di farsi intervistare da SkyTg24 e l’intervento di Berlusconi che ai microfoni di Rtl102.5 ha specificato di volere solo “un confronto diretto televisivo” con Bersani, tagliando fuori il polo centrista. Forze politiche che il Cavaliere fa rientrare nella categoria del “voto inutile” insieme al Movimento 5 Stelle che ritiene “pericoloso” perché perché “fa vincere la sinistra” e “sottrae voti ai moderati”.  

Il presidente del Consiglio, però, insiste sulla necessità di presentare i programmi elettorali in tv e attacca i leader che rifiutano il confronto. “Mi sembra che tutti loro stiano in un modo o nell’altro deludendo le aspettative e l’interesse legittimo degli italiani. E’ troppo facile raccontare la propria storia, bisogna comparare e discutere pacatamente”. Monti ha anche pubblicato su YouTube un video in cui si appella ai candidati affinché si rendano disponibili per un confronto tv e per questo chiede “a nome di tutti gli italiani” direttamente ai leader la ragione del rifiuto. Quanto al no di Berlusconi, che ha ritenuto di volere un faccia a faccia solo con il segretario del Partito democratico, spiega: ”Immagino che la ragione sia che ha un particolare timore di confrontarsi con me”. Inoltre puntualizza: “Sono tanti anni che in Italia si fanno questi confronti prima delle elezioni, perché sono considerati utili. Non riesco a capire – ha aggiunto – perché non si debbano fare in questa occasione. Torno a sollecitarlo, ma non nell’interesse mio ma degli italiani. Altro, è sentire le prediche o i fuochi di artificio di promesse; altro è il contraddittorio”. 

Secondo Monti, inoltre, il leader del Pdl “aggiunge espressioni poco simpatiche nei miei confronti, come il ‘centrino’. Allora dovrebbe venirgli facile distruggermi. Tra l’altro dopo 3 mesi che mi aveva offerto la guida dei moderati”. Poi specifica di non avere mai detto che Berlusconi e i suoi ministri “erano cialtroni”. “E’ una parola che non uso – ha commentato – ed è meglio non usare anche se è molto aggraziata rispetto a quelle che Berlusconi, i suoi giornali e i suoi alleati hanno usato nei miei confronti anche quando sostenevano con la fiducia i provvedimenti”. Specifica però che “il contesto in cui ho parlato è che trovo che sia da cialtroni rovesciare una realtà che è ancora nella memoria di tutti e dire che avevamo lasciato nel novembre 2011 un’Italia che andava bene e ora ci sono i guai”. E in risposta alle accuse, invita il leader di Sel a riflettere: “Chi ha più messo le briglie al capitalismo europeo  americano e multinazionale? Lui, altri o io? Io – osserva – credo di esere stato la persona in Ue che ha più disciplinato anche con pesanti multe il capitalismo ogni volta che usciva dai binari”.

Infine il premier uscente bolla come “totalmente irrilevante” il rifiuto del Cavalier: “Che Berlusconi ami il grande e il monopolio piuttosto che la libera concorrenza che può valorizzare anche i piccoli e quelli da lui ritenuti piccolissimi, è cosa nota. I confronti elettorali in tutti i Paesi e in Italia ci sono sempre stati. Credo che tutti abbiano chiaro – ha concluso – il leader di Scelta Civica – perché  Berlusconi non mi voglia incontrare in tv”.

Il Pdl contro il premier uscente: “Preso da disperazione politica”. Il Pdl parte all’attacco del premier: “Capiamo che Monti è preso da una disperazione politica che lo porta a perdere il suo apparente aplomb tecnocratico e a insultare gli avversari politici dando loro dei cialtroni – osserva Fabrizio Cicchitto – e capiamo anche che cerca di intrufolarsi da ogni parte, ma il confronto tra le forze serie è quello fra il centrodestra e il centrosinistra, in mezzo c’è una sorta di fritto misto costituito da un tecnocrate che ha scoperto in tarda età i peggiori stratagemmi della politica e da due politici che per andargli dietro si stanno rovinando”. Dunque, per il capogruppo del Pdl alla Camera, “non si capisce perché, se il dibattito dovesse riguardare più di due soggetti allora non dovrebbe coinvolgere anche Grillo. Siamo sul terreno dei periodi ipotetici di terzo tipo”.  Sulla stessa linea d’onda anche il segretario Angelino Alfano: “Le cose con Monti dovevano andare meglio e sono andate peggio. Oggi possiamo aggiungere molto peggio perché tutti i bollettini quotidiani degli istituti di statistica certificano il fallimento di una scelta, cioè quella di Monti. Una scelta – ha detto – quella di Monti, improntata solo a un rigore imposto dal Nord Europa e non a uno sviluppo e a un’equità che erano esattamente ciò che lui aveva promesso di abbinare al rigore”. “Se Monti dice di non aver nulla in comune con Pd e Sel, affermi pubblicamente che non andrà mai al governo con loro – dichiara in una nota Giorgia Meloni, fondatrice di Fratelli d’Italia – Io dico che non lo farà o se lo farà temo si tratti dell’ennesima bugia di un uomo altezzoso che si è fatto nominare senatore a vita per svolgere un ruolo tecnico a tempo ed è finito a fare il capo partito in queste elezioni, con tanto di foto col cagnolino preso a nolo”. 

Contro Monti anche Antonio Ingroia: “Ritengo Berlusconi politicamente finito, senza alcuna chance di tornare al governo, mentre Monti ha altissime probabilità di farcela, visto che il Pd ha pubblicamente ammesso che si farà un esecutivo in cui ci saranno appunto il partito democratico ed il premier uscente. Ecco perché – aggiunge il leader di Rivoluzione Civile – ritengo il Professore molto più pericoloso del Cavaliere”.