Molti di voi, dopo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla vicenda della lettera di sfratto che l’ente regionale Ipab Irai ha inviato all’associazione Peter Pan onlus (che mette a disposizione delle famiglie con bambini malati di cancro alloggi vicini all’ospedale pediatrico Bambin Gesù), mi hanno chiesto aggiornamenti. Inutile scrivere del fiume di “non spetta a noi ma ci adopereremo…”, “troveremo una soluzione anche se…”, “non è di nostra competenza ma…”, “è colpa della destra, no anzi della sinistra”.

Questa volta Renata Polverini, ha dichiarato che “sebbene la Regione non abbia competenza diretta, l’amministrazione regionale intende favore un mediazione”. Una mediazione? Quello che chiedono le famiglie sotto sfratto e i bambini oncoematologici ospiti nella casa di Peter Pan non è una mediazione, è una soluzione.

E ancora, non è affare di loro competenza? Ma se l’Ipab Irai è un ente regionale e quindi legato alla Regione Lazio, siamo proprio sicuri che l’attuale giunta non c’entri proprio nulla?  Un rimpallo di responsabilità che non giova a nessuno e che, soprattutto, non delinea il profilo netto di una soluzione immediata. E così, Polverini & Co., invece di mettere a soqquadro ogni singolo ufficio regionale pur di risolvere questa situazione vergognosa, si sono limitati a convocare un incontro, lunedì prossimo, 11 febbraio, alle 12, presso la Giunta regionale del Lazio, tra i vertici dell’Ipab Irai e i rappresentanti dell’Associazione Peter Pan.

Il punto è che, a questo punto, (scusate il gioco di parole) non ci si doveva neanche arrivare. Certe esperienze uniche e consolidate, come Peter Pan onlus, non andrebbero neanche messe in discussione. E ora che il danno è fatto, che la lettera è partita, le prime dichiarazioni avrebbero dovuto delineare subito la soluzione.

A chi non sapeva, ma anche a chi ha saputo troppo tardi, verrebbe da dire: scusate, ma voi, al governo, che ci state a fare? Polverini e Alemanno, non siete due personcine qualunque, siete il presidente della Regione Lazio (con tanto di potere legislativo) e il sindaco di Roma. Se non riuscite neanche a bloccare, prima ancora che venga inviata, una lettera di sfratto a un’associazione che da oltre vent’anni lavora al fianco delle famiglie con bambini malati di cancro, cos’altro vi rimane?

Le ostriche e lo champagne.