Il Veneto diventa crocevia della campagna elettorale a 15 giorni dal voto. In giornata da Padova è passato Silvio Berlusconi (che come ogni giorno ha prodotto smentite, promesse e attacchi agli avversari), in serata invece piazza dei Signori, a Vicenza, si è gremita all’inverosimile per il comizio di Beppe GrilloPer Grillo il Movimento 5 Stelle è ormai il primo in Italia. “Ecco perché hanno paura di noi – ha urlato al microfono – Perché ci siamo imposti attraverso la rete e attraverso la rete vogliamo applicare una modernizzazione non tradizionale; il nostro è il movimento più democratico, nessuno come noi ha fatto le elezioni online”. Attorniato dai candidati vicentini del M5S, e davanti ad alcune migliaia di spettatori, Grillo ha osservato che riuscirà a portare in Parlamento “oltre un centinaio di persone. E il Parlamento lo apriremo come una scatola di acciughe. Saranno costretti a seguire le nostre idee o sparire dalla faccia della terra”. Secondo Grillo i Cinque Stelle saranno rappresentati in Parlamento “da un gruppo composto dal 55% di donne. Sono tutti incensurati, non sono iscritti a partiti. E’ bellissimo non trovare professionisti della politica. Nonostante tutto continuano a dirci – ha proseguito – che non siamo in grado di governare, vedremo. Noi andremo in Parlamento non solo per schiacciare un pulsante e varare una legge che non capiamo. Chi lo fa, chi lo ha fatto finora è un malato di mente”.

Difficile fendere la folla nell’enorme spazio palladiano dove il Movimento 5 Stelle aveva allestito il palco. Un anziano vicentino, stupito, ha esclamato “mai visto tanto popolo, nemmeno quando venne Mussolini”. Da parte sua Grillo, affiancato come sempre da una specialista nel linguaggio dei segni che traduce le sue parole per i sordomuti, ha dato vita a ciò che da lui ci si aspetta di questi tempi. Una seria di “vaffa” distribuiti a pioggia a tutti i partiti e “ai loro milioni spesi per la campagna elettorale. Noi senza una lira – ha urlato Grillo – siamo diventati la prima forza politica d’Italia”. Il comico genovese ha quindi concluso, prima di cedere la parola ai candidati locali, ricordando i punti principali del programma di M5S. “Vogliamo la chiusura di Equitalia e l’impignorabilità della prima casa”. Interrotto da un suono di campane Grillo ha alzato gli occhi al cielo avvisando “arriveremo anche lì”.

“Questa mattina nel Trevigiano – ha spiegato Grillo – sono andato ad incontrare degli industriali. Chissà cosa mi aspettavo. Non è successo niente”. “Pensate – ha continuato – Mi chiedono tutti ‘Se vai al governo cosa farai per noi’. Devi dirmi invece tu – ha risposto Grillo – cosa intendi fare per la tua categoria. Tu industriale ti devi fare eleggere e poi vai in Parlamento e vediamo se sei capace di governare come noi. Anch’io potevo starmene a casa invece mi sono alzato perché mi sono detto che devo restituire qualcosa a questo Paese. Mi sono chiesto da dove cominciare e ho iniziato dalla Sicilia. Mi sono buttato nello stretto a nuoto. Credevo mi venisse un infarto al primo miglio, invece ci ho messo venti minuti in meno del traghetto”.