Un amore fulminante, arrivato veloce su due ruote e capace di macinare chilometri e attraversare i sogni. La storia di Nicolò Tosi, 28enne originario di Fiorenzuola, è fatta di suggestioni e passione ruotanti attorno a uno dei simboli per eccellenza dell’italianità: la Vespa. È infatti il più amato dei nostri ciclomotori il mezzo scelto da Tosi per viaggiare, in un rapido crescendo che in poco meno di un anno lo ha già portato a percorrere gli oltre 4.600 chilometri che dividono la sua Emilia dalla Norvegia e a mettere in cantiere un’impresa ancora più ambiziosa: l’attraversamento dell’intero continente americano.

E pensare che tutto è nato quasi per caso, tra le pagine di un libro: «Era il marzo dello scorso anno – ricorda Tosi – ero tornato da un periodo di lavoro negli Stati Uniti e mi capitò tra le mani “Rhapsody in black”, un volume nel quale il grande Giorgio Bettinelli raccontava la sua avventura in Vespa dall’Angola allo Yemen». La storia dell’incredibile viaggio dell’autore lombardo affascinò a tal punto Tosi da convincerlo a comprarsi una Vespa, visto che in quel momento non aveva neppure una macchina: «In realtà non avevo neanche la patente per guidarla, perciò per usarla davvero ho dovuto aspettare fino a giugno».

Il viaggio. I primi mesi dell’estate, passati a sperimentare il mezzo tra i colli e le provinciali poco battute attorno alla Valtrebbia e a Bobbio, sono stati il preludio di un progetto un po’ folle nella sua spontaneità: «All’inizio di agosto ho deciso di partire da Fiorenzuola e raggiungere in vespa il sud della Norvegia, per fare una sorpresa ai miei genitori che vivono a Stavanger, poco sotto Bergen». Ed è così iniziato un vagabondaggio che ha portato Tosi ha percorrere oltre 4.600 chilometri (andata e ritorno) in due settimane, con un bagaglio ridotto a uno zaino contenente il vestiario strettamente necessario e il materiale per affrontare eventuali guasti: «Per l’alloggio mi sono affidato al couchsurfing. Prima di partire ho pubblicato un annuncio online e ho trovato tante persone che mi hanno accolto calorosamente». Da lì è stato solo il piacere della strada, suggestivo come sui libri: «È un modo di muoversi lento, che ti permette di gustare in modo particolare il paesaggio e gli incontri con gli abitanti dei diversi luoghi che si attraversano. Ed è anche romanticamente scomodo, cosa che lo rende più vero e non “commerciale” come la gran parte dei viaggi attuali». Con un biglietto da visita, la Vespa, che subito facilitava i contatti umani: «È un simbolo riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, quando la vedono capiscono quasi subito che sei italiano e ti prendono in simpatia». Con alcuni inevitabili episodi surreali: «Un giorno mi trovavo poco fuori Amburgo e mi sono imbattuto nei membri del “Vespa club” locale. Mi hanno fatto da corteo per un po’ e poi mi hanno proclamato “vespista tedesco di giornata”».

La community. Prima di partire per la Norvegia Tosi aveva creato una pagina Facebook in inglese col semplice scopo di aggiornare i suoi amici e i fratelli sull’andamento del viaggio. Ma l’interessante esperienza del vespista emiliano ha attirato subito l’attenzione degli appassionati sparsi per il globo e la pagina Vespbook è cresciuta a tal punto che oggi conta fan provenienti da 52 paesi. Ad essa si affianca un blog , per una community capace di riunire e mettere in contatto gli innamorati del gioiello di casa Piaggio che raccontano le proprie “uscite”, pianificano viaggi e diffondono le storie dei grandi vespisti del passato: «Si va dalle persone che la usano solo in città a chi sta pianificando il giro del mondo con partenza dalla Grecia. E ogni volta che leggi dei progetti altrui nasce una desiderio insopprimibile di salire in sella e mettersi in viaggio con loro». E infatti anche Tosi ripartirà, per un tragitto ancora più straordinario del precedente: «Vorrei realizzare un sogno che avevo da quando studiavo negli Stati Uniti. Partire dall’Alaska e raggiungere Ushuaia, nella Terra del Fuoco, in Argentina». Praticamente tutto il continente americano, dall’estremo nord fino alla punta meridionale, con le idee ben chiare: «Compio 29 anni tra un mese, e voglio realizzare questo progetto prima di arrivare ai 30. Vorrei procurarmi una Vespa anni ’70, mentre per l’alloggio ho già ricevuto inviti praticamente da tutti i Vespa Club del Sudamerica».

di Paolo Scandale

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