Il Pdl sta pensando a don Luigi Merola come possibile candidato in Campania alle prossime elezioni. Il partito avrebbe già avviato i contatti per assicurarsi il sì del sacerdote, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Quella del prete anti-camorra sarebbe una candidatura di grande impatto: impegnato per anni a Forcella, uno dei quartieri di Napoli in cui l’infiltrazione mafiosa è più radicata, Merola ha rivolto la propria attività soprattutto al sostegno dei minori.

Nel 2004 si trova suo malgrado a doversi occupare della tragica morte di Annalisa Durante, la ragazzina 14enne uccisa dalla camorra per essere stata testimone di un una sparatoria tra il clan Giuliano e il clan Mazzarella. La sua risposta è decisa e coraggiosa, con un duro attacco alla camorra durante l’omelia. Il suo comportamento lo esporrà a minacce di morte che costringeranno il sacerdote a vivere sotto scorta. L’impegno di Merola non si fermerà: crea e diventa presidente della fondazione “‘A voce d”e creature”, visita centinaia di scuole in tutta Italia e inizia a collaborare con il ministero dell’Istruzione.

Il suo contratto prevede la promozione di iniziative sulla legalità nelle scuole. Un’attività impegnativa, che lo porta a costringe a continui viaggi su e giù per la penisola. Dal Miur però Merola non riceve alcun rimborso per le trasferte e si vede costretto a fare causa al dicastero di viale Trastevere, retto all’epoca da Mariastella Gelmini. I burrascosi trascorsi con l’esecutivo di Berlusconi non sarebbero l’unico scoglio da superare per una possibile candidatura di Merola nelle liste del Popolo della libertà.

Il sacerdote starebbe valutando in queste ore il da farsi, ma avrebbe posto una serie di paletti per garantire la propria adesione, riguardanti principalmente la composizione della lista. Tra i nomi dei possibili candidati in Campania, infatti, ci sarebbe anche quello dell’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, indagato per rapporti con la criminalità. Stando al diritto canonico, per accettare la candidatura il sacerdote deve comunque ottenere una dispensa da parte del vescovo della sua diocesi. Negli ambienti della curia di Napoli, però, si esclude che il sacerdote possa accettare una eventuale proposta in tal senso, da qualsiasi parte politica provenga. L’ipotesi di un suo sì è considerata “senza fondamento”. Il coordinatore campano del Pdl, Francesco Nitto Palma, non si espone sull’argomento: “Il suo destino è nelle mani di Dio come quello di tutti gli uomini, peraltro. Per quel che mi riguarda è una questione che non mi consta”.