Si aggrava il bilancio del bombardamento avvenuto nella provincia di Raqqa, nel nord della Siria vicino al confine turco. Sarebbero almeno 17 i bambini rimasti uccisi nell’attacco, in cui sono morte almeno 20 persone. In totale, è di 84 persone il bilancio parziale delle vittime della giornata, 21 delle quali bambini. A riferirlo, fonti degli attivisti anti-Assad, che hanno postato un video dei resti delle vittime. Non è ancora chiaro quando l’attacco si sia verificato. Intanto, il regime perde un altro pezzo importante. Il capo della polizia militare, il generale Abdulaziz al-Shalal, ha lasciato i ranghi dell’esercito per unirsi ai ribelli, accusando il presidente Bashar al-Assad di aver usato le armi chimiche in un attacco nella regione di Homs alla vigilia di Natale. A riferirlo il Times, rilanciando un video registrato nella zona al confine turco-siriano in cui si vede il generale, ancora in divisa, che spiega la sua decisione. 

Sono più di 45.000 i morti accertati in Siria dall’inizio della rivolta, nel marzo 2011. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, Ong vicina all’opposizione con sede a Londra, ha aggiornato il suo conteggio a 45.048 vittime, ma il suo direttore Rami Abdel Rahman ha avvertito che il numero effettivo potrebbe essere molto più alto, “fino a 100mila”. Tra loro anche i tantissimi detenuti di cui non si sa più nulla e le perdite di cui il regime e i ribelli non danno notizia. L’Osservatorio ha fatto sapere che solo nell’ultima settimana in Siria sono state uccise più di mille persone. Nel totale di 45.000 rientrano 31.544 civili, 1.511 disertori passati con i ribelli, 11.217 soldati del regime e 776 persone di cui deve essere ancora accertata l’identità. L’Osservatorio conteggia tra i civili anche quanti hanno imbracciato le armi al fianco dei disertori e non tiene conto dei miliziani pro-regime e dei guerriglieri stranieri unitisi ai ribelli.