Come già fece Luigi de Magistris, pm a Potenza del caso “Why not”, anche Antonio Ingroia, trai i titolari del fascicolo sulla trattativa Stato-Mafia fino a poche settimane faavrebbe chiesto l’aspettativa al Consiglio Superiore della Magistratura per motivi elettorali. Secondo l’Adnkronos il magistrato, che da alcune settimane è in Guatemala su incarico Onu, era stato invitato nei giorni scorsi proprio dal sindaco di Napoli a candidarsi premier. Solo tre giorni fa Ingroia a de Magistris che gli proponeva una candidatura a premier aveva risposto che valutava la candidatura. Il vice presidente del Cms, Michele Vietti, ha confermato la richiesta: “Valuteremo, l’unico sentimento che non provo è lo stupore. Non c’è niente di eccezionale”. Della richiesta si occuperà la quarta commissione e l’ultima parola spetterà al Plenum.

Il pm però sembra temporeggiare: “Il dato certo è che l’elezioni politiche in Italia si terranno anticipatamente. Ad oggi, però, non ho deciso di essere in lizza per le consultazioni che daranno un nuovo Parlamento e un nuovo governo al nostro Paese. Sto ancora riflettendo, ma venerdì 21 dicembre saro’ a Roma per illustrare il manifesto “Io ci sto” di cui, peraltro, sono il primo firmatario. La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa – aggiunge – nel senso che l’organo di autogoverno della magistratura potrà valutarla a ridosso delle festività di fine anno, e cioè nei giorni in cui le Camere saranno sciolte dal Capo dello Stato. Io comunque a Roma vado per aprire un confronto sul futuro dell’Italia. Riscontro la voglia di partecipare che emerge da tanti settori della società civile. E’ questo, di per se, un bel segnale diffuso di libertà”.

Il procuratore aggiunto di Palermo, che quattro giorni fa aveva fatto sapere che era della partita, ha firmato il manifesto “Io ci sto” e sarà il giorno 21 dicembre a Roma, al teatro Capranica, per l’assemblea degli aderenti all’iniziativa. L’appuntamento è alle 17.30 e aprirà i lavori lo stesso Ingroia, di ritorno dal paese centroamericano. “I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste: economiche, sociali e culturali del governo Monti” si legge in una nota.  “L‘alternativa di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione”.

Dieci i punti del manifesto che è un vero e proprio programma di governo. Si parla di legalità e solidarietà, di laicità dello Stato, di scuola pubblica, di antimafia, di sviluppo economico rispettoso dell’ambiente, di sburocratizzazione per le imprese, di democrazia nei luoghi di lavoro e ripristino dell’articolo 18, di una Rai non più lottizzata, di selezione dei candidati alle prossime elezioni sulla base di competenza, merito e cambiamento, di incandidabilità dei condannati e infine di una legge contro il conflitto di interessi “Queste 10 ragioni sono la guida per un serio governo riformista e democratico – si spiega – per realizzare i dieci obiettivi del Manifesto si decide di aprire il confronto con i movimenti e le forze democratiche del Paese”.

Intanto Antonio Di Pietro, presidente dell’Idv, fa sapere che sarà al fianco di Ingroia all’assemblea di ‘Io ci sto’. “L’Italia dei Valori considera importante che il centrosinistra non abbia una deriva definitiva verso l’agenda Monti. Quindi è necessario che tutte le forze che si sono opposte prima a Berlusconi e poi alle scelte liberiste del Governo Monti creino in Italia un’alternativa vincente per un governo che sia in discontinuità sui temi fondamentali della giustizia sociale, della legalità e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica”. “L’Italia dei Valori, che si è sempre battuta in questi anni con una forte capacità di proposta, ritiene i dieci punti del Manifesto un’importante piattaforma. Un modo serio per mettere insieme le persone perbene dei partiti politici e della società civile che hanno al centro l’interesse dell’Italia. Il 21 dicembre io ci sarò, orgoglioso di rappresentare l’unico partito di opposizione in Parlamento e presente in tutte le istituzioni territoriali. Mi auguro che tutti coloro che fino ad ora hanno agito e si sono organizzati per portare avanti le istanze del paese reale, che lavora, che studia, che fa impresa e ricerca si uniscano, mettendo a disposizione la propria esperienza, al fine di rendere forte e credibile il progetto di alternativa al centrodestra”.