Sono 28 le vittime di una sparatoria avvenuta in una scuola elementare in Connecticut, negli Stati Uniti. A riferirlo è la televisione americana Cbs. I bambini uccisi sono 20. Avevano un’età compresa tra i 6 e i 7 anni. Nello scontro a fuoco è morto anche il killer, che si è suicidato, mentre uno dei complici è fuggito ed è stato arrestato. Lo sparatore rimasto ucciso aveva 24 anni e aveva con sé quattro armi diverse: fucili acquistati legalmente.

Era vestito di nero e indossava un giubbotto antiproiettile. Si chiamava Adam Lanza, era di Newtown, la città di 27mila abitanti teatro della strage, ma viveva a Hoboken, nel New Jersey, alle porte di New York, città storicamente abitata dagli italo americani e resa famosa tra l’altro da Frank Sinatra. Secondo le prime ricostruzioni Lanza ha ucciso sia il padre che la madre. Il primo è stato ucciso a casa, la donna (che si chiamava Nancy) nella classe dove insegnava e nella quale sono stati uccisi molti dei bambini morti. Anche un fratello di Lanza è stato trovato morto. Il cadavere è stato rinvenuto in una zona residenziale della stessa Hoboken. Secondo altri media americani si sono perse le tracce della fidanzata di Lanza e di un altro amico. In queste ore due uomini sono invece sotto interrogatorio. Uno dei due è un altro fratello (minore) di Lanza: le autorità vogliono sentirlo come presunto complice. 

La sparatoria è avvenuta in una scuola di Newtown, la Sandy Hook Elementary School, a 130 chilometri da New York. Secondo il quotidiano locale Hartford Courant, un’intera classe non ha risposto all’appello fuori dall’edificio. La scuola è stata evacuata, così come altri complessi scolastici siti nelle vicinanze. Un’ala del plesso scolastico è stato isolato e transennato e si tratta, con ogni probabilità del luogo dove è avvenuta la strage. La polizia locale, tuttavia, non ha voluto fornire il numero esatto dei morti, spiegando che prima devono essere avvertiti i familiari delle vittime. Si tratta in ogni caso di una delle più gravi tragedie di questo tipo nella storia degli Stati Uniti, tanto da superare anche quella che è rimasta la più grande ferita nell’immaginario collettivo americano (e non solo), cioè la strage di Columbine. Di certo si riaprono le polemiche sulla vendita quasi senza regole delle armi negli Stati americani, tema sul quale si era impegnato anche Obama in campagna elettorale e sul quale oggi la Casa Bianca ha preso di nuovo posizione.

Tra le vittime della sparatoria, riferisce la Cnn, ci sono il preside e lo psicologo della scuola, oltre allo sparatore, che non è chiaro se si sia suicidato. Il quadro è ancora molto confuso. Molti i punti ancora da chiarire: innanzitutto se a sparare sia stato un solo individuo o più persone. Alcune notizie dicono che a uccidere sia stato un uomo di 24 anni, forse padre di un alunno della scuola elementare. La polizia ha tuttavia arrestato una o due altre persone. Uno dei fermati, che indossava i pantaloni di una tuta mimetica, ha ripetutamente affermato “non sono stato io” mentre i poliziotti lo portavano via. I testimoni parlano di almeno un centinaio di colpi esplosi. Le notizie, tuttavia, restano ancora confuse.

La polizia è stata chiamata intorno alle 9,30, ora locale, e alcune pattuglie sono subito arrivate alla scuola. La scuola è stata evacuata, così come altri complessi scolastici siti nelle vicinanze. Un’ala del plesso scolastico è stato isolato e transennato e si tratta, con ogni probabilità del luogo dove è avvenuta la strage. Il suo corpo sarebbe ora riverso in una delle aule della scuola.

Il presidente americano, Barack Obama, è stato informato della tragedia e viene costantemente aggiornato sulla situazione. La polizia ha riferito che l’aggressore si trovava nell’ufficio principale dell’istituto e, secondo la Cnn, quando è cominciata la sparatoria, nell’edificio si trovavano 600 alunni. Al momento le teste di cuoio sono alla ricerca del fuggitivo, che si sarebbe rifugiato in una boscaglia adiacente alla scuola.

La strage alla scuola elementare del Connecticut è già finita anche su Facebook. Diversi profili, infatti, sono stati creati per commemorare le vittime, almeno 27, tra cui 18 bambini, e dove chiunque può scrivere messaggi di cordoglio alle famiglie delle vittime. Tantissimi, al momento, i messaggi che continuano ad arrivare. In altri profili, invece, sono pubblicati le foto della scuola e il terrore sul volto dei sopravvissuti.