Innocente Marcolini ha subito un’operazione per via di un tumore al cervello e da allora convive con il dolore. La Magistratura ha sentenziato che la causa del suo tumore risiede “molto probabilmente” nell’uso del cellulare e del cordless, che ha utilizzato per molte ore al giorno nell’arco di dodici anni. Come me, come molti di noi.

I reparti di neurochirurgia negli ospedali di tutto il mondo negli ultimi anni hanno visto aumentare di ben tre volte i tumori al cervello soprattutto in persone dai 25 ai 45 anni di età. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha finalmente riconosciuto la possibile cangerogenicità dell’uso del cellulare. Il Consiglio superiore di Sanità nel novembre scorso aveva raccomandato l’uso per i bambini “limitato ai casi di necessità” e una campagna di informazione a partire dalle scuole. 

Le onde elettromagnetiche sono emanate dai cellulari, dai WI-FI, dalle antenne telefoniche radio-televisive, dai radar, dai cordless e altri dispositivi e sono molto probabilmente dannose per l’uomo. Non possiamo saperlo ancora con certezza, lo sapremo forse fra una decina di anni.

In pratica siamo tutte cavie, cavie di un laboratorio a cielo aperto, attraversato da milioni di onde invisibili sulla cui benignità pesano forti dubbi e che tuttora non sono regolate. Basta vedere che ogni volta che scegliamo di connetterci ad una rete senza fili la lista delle possibili reti tra cui scegliere è spesso molto lunga.

Applicare il principio di precauzione emanato in merito nel maggio 2011 dal Consiglio d’Europa e informare i cittadini sembrerebbe scontato. “Se mi avessero avvisato che c’erano dei rischi a usare tanto il telefono mi sarei comportato diversamente. Ma nessuno l’ha fatto” – ha dichiarato Marcolini e per questo, attraverso la piattaforma Change, ha lanciato una petizione online in cui chiede agli operatori di telefonia mobile di avvertire gli utenti sull’uso corretto del cellulare.

Non si tratta di tornare indietro. Non si tratta di chiedere di bandire i cellulari e gli apparecchi tecnologici che emanano le onde. Pochi di noi potrebbero vivere senza questi dispositivi, compresa la sottoscritta, che crede in Internet piuttosto che in Dio.

Si tratta piuttosto di essere messi al corrente di piccole strategie e informazioni fondamentali, come usare l’ auricolare, il vivavoce o gli sms il più possibile; evitare di tenere il cellulare a contatto con il corpo o vicino al cuscino quando si dorme; alternare l’orecchio durante le chiamate e non appoggiarvi direttamente il telefono quando c’è poco segnale…

Basterebbe poco insomma a ridurre il rischio, e allora perché questa omertà?