In attesa dell’apertura delle primarie online del Movimento 5 stelle, nei giorni scorsi, chi si è candidato alle politiche (la scadenza era il 4 novembre) ha ricevuto un invito a sottoscrivere una sorta di patto sull’utilizzo dei fondi, che ogni gruppo parlamentare avrà a disposizione per la comunicazione. Il documento è stato allegato a un comunicato stampa, diffuso dal consigliere ferrarese espulso dai 5 stelle, Valentino Tavolazzi. La gestione dei soldi, si legge nel testo, farà capo a due “gruppi di comunicazione” costituiti ad hoc, uno per la Camera e uno per il Senato, e composti da personale scelto da Beppe Grillo.

Stilata dall’ufficio legale di Beppe Grillo, la lettera è stata spedita a tutti a coloro che hanno dato la propria disponibilità a partecipare alle primarie del Movimento. E gli aspiranti deputati e senatori dovranno sottoscriverla insieme al “codice di comportamento degli eletti” pubblicato alcune settimane fa. “Il regolamento della Camera dei deputati e del Senato  – sono le prime righe del documento – prevede che a ciascun gruppo parlamentare vengano assegnati dall’Ufficio di Presidenza contributi da destinarsi agli scopi istituzionali riferiti all’attività parlamentare, nonché alle funzioni di studio, editoria e comunicazione”.

Fondi che il Movimento 5 stelle affiderà a uno speciale organismo. “La costituzione di due gruppi di comunicazione – prosegue il testo – uno per la Camera e uno per il Senato, sarà definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri, al duplice fine di garantire una gestione professionale e coordinata di detta attività di comunicazione, nonchè di evitare una dispersione delle risorse per ciò disponibili. Ogni gruppo avrà un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del Movimento e con il blog di Beppe Grillo”.

Secondo quanto si legge, le risorse per la comunicazione saranno destinate a una struttura di supporto della attività dei parlamentari a 5 stelle, su designazione di Grillo. Una regola che dovrà essere messa nero su bianco “nello statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovrà dotarsi per il suo funzionamento”. È quindi necessaria “l’assunzione di un esplicito e specifico impegno in tal senso da parte di ciascun singolo candidato del Movimento al Parlamento prima delle votazioni per le liste elettorali con l’adesione formale a questo documento”.

In rete già fioccano i dubbi e le proteste di alcuni attivisti. “L’impegno predisposto dai legali di Casaleggio – sottolinea Tavolazzi- prevede che sia Grillo a decidere regole e composizione di un fantomatico comitato che dovrà sovraintendere all’uso di quei fondi e decidere a quale struttura di comunicazione destinarli. I candidati devono firmare ora, per tutta la legislatura, che delegheranno in toto la destinazione del tesoretto pubblico e che approveranno ad hoc lo statuto del gruppo”. E su Facebook un altro militante commenta: “Ennesimo tassello del controllo assoluto che Grillo e Casaleggio cercano di mantenere sul movimento”.