Avrebbe mentito a un magistrato per favorire il leader dell’Italia dei Valori. Per questo Silvana Mura è indagata con l’accusa di falsa testimonianza per una vicenda che riguarda la titolarità del dominio internet antoniodipietro.org, per il quale il giudice ha deciso un risarcimento di 500mila euro a favore del leader Idv anche grazie a quanto dichiarato dalla tesoriera.

La notizia, riportata dal Corriere di Bologna, riguarda i domini con il nome dell’ex pm e l’estensione .org e .it, entrambi registrati nel 2000 dal giornalista e blogger Maurizio Bardi, 61 anni,  piccolo editore di Pontremoli, in provincia di Massa, e fan di Di Pietro. Oltre a essere, come riporta il Corriere “uno che dei venti che firmarono le fideiussioni da due miliardi di lire per la campagna elettorale 2001 dell’Idv”. Due siti con gli stessi contenuti, aperti per creare “una banca dati sulla corruzione” e grazie ai quali il giornalista e l’ex pm iniziarono a collaborare. Bardi però sostiene di essere stato “fatto fuori” nel 2002, a seguito dell’arrivo dei rimborsi elettorali. Ha lasciato sei mesi al partito per trasferire i contenuti sul .it e poi a febbraio 2003 ha ripreso il sito .org “cambiando il Dns, il server che traduce l’ip numerico in indirizzo testuale”, visto che, spiega, “al partito l’avrei anche dato ma Di Pietro voleva che lo cedessi a lui personalmente”.

Per questo l’ex pm gli ha fatto causa, assistito dagli avvocati Felice Belisario, senatore Idv, e Marco Bertocchi, segretario del Pd di Pontremoli, e ha vinto in tribunale. Il giudice, infatti, gli ha dato ragione e ha riconosciuto che i siti sono suoi nonostante siano stati registrati da Bardi. Ma il blogger contesta le dichiarazioni della Mura e afferma che “disse il falso quando dichiarò che ‘a seguito del cambio di Dns operato unilateralmente dal dottor Bardi, sia il sito che le caselle di posta ad esso collegate non erano più accessibili e funzionanti. L’on. Di Pietro dovette provvedere alla registrazione del dominio www.antoniodipietro.it e www.italiadeivalori.it con ulteriori costi per la loro creazione e attivazione'”.  

Ma a Bardi risulta che le mail in arrivo fossero “dalle 24 alle 104 al giorno”. Inoltre, “secondo Mura, perdendo il dominio antoniodipietro.org, ‘il materiale di propaganda ed elettorale dovette essere ristampato'”, ma Bardi al contrario sostiene che “nel febbraio 2003 non vi erano elezioni previste se non in Val d’Aosta e non erano stati stampati manifesti”. Le indagini su Silvana Mura, secondo quanto ha riferito il procuratore Aldo Giubilaro, si avviano alla conclusione.