L’ultima terra conosciuta, oltre quello chissà. Francesco Guccini ha scelto L’ultima Thule  per intitolare il suo nuovo album che sarà nei negozi e in digitale dal 27 novembre 2012. Un nome mitologico che rappresenta la fine del mondo conosciuto, un passaggio, l’inizio del nuovo, ma anche il limite. Un’isola, Thule, che è un punto di confine, là dove possono cominciare storie e finirne altre. Nove anni sono passati da Ritratti, l’ultimo lavoro pubblicato nel 2004 e ora l’attesa tra fan e appassionati è alle stelle. Oggi l’annuncio del titolo dal sapore suggestivo e che in poche parole racchiude tutto il significato dell’ultima tappa di un lungo percorso artistico.

“Thule” è il nome attribuito ad un’isola leggendaria, a proposito della quale si tramandano storie e narrazioni già prima della nascita di Cristo. Il primo a parlarne è Pitea di Marsiglia, dopo di lui Polibio e poi Virgilio e Seneca. È  l’ “ultima terra conosciuta”, l’isola dove alcuni raccontano di essere arrivati e con il tempo poi, è diventato il modo per indicare tutte le terre al di là del mondo conosciuto. Un messaggio dal sapore nostalgico per il cantautore Guccini, che non a caso ha scelto di intitolare il suo ultimo lavoro facendo riferimento a questo mito di passaggio. Da prima dell’età di cristo, la storia dell’ “Ultima Thule” affascina scrittori e intellettuali, fino ad arrivare addirittura in epoca moderna a ispirare la formazione di gruppi occulti, tra cui quello tedesco della “società Thule”, nata nel 1919 e che vedeva in Thule il luogo perfetto di origine della razza ariana.

Ma è il mito del finis terrae a interessare Francesco Guccini, del viaggiatore giunto a vedere l’ultimo limbo di terra, del fortunato viandante che avesse potuto poi tornare indietro per raccontare cosa aveva visto là dove il mondo finiva. Marinai, viaggiatori lontani nel tempo e oggi Guccini, che vuole così dedicare la sua opera a l’ultima Thule. La curiosità ora, dopo un titolo dal sapore così malinconico e narrante, sta tutta nei pezzi che si troveranno all’interno dell’album.

Ad annunciare lo svolgimento delle registrazioni era stato lo stesso cantautore qualche giorno fa con un video postato su Youtube. Quasi 20 000 visualizzazioni in pochi giorni, dimostrano l’affetto di un popolo di appassionati che attende da tempo la nuova creazione del cantante. E dietro la produzione di quest’ultima raccolta c’è tutta la fatica di un cantautore uomo che, in primo luogo, ritorna alla vita pubblica dopo un periodo di isolamento. A dirlo era stato lui stesso, nel mese di agosto in occasione del Festival “L’importanza di essere piccoli” a Castelluccio di Porretta Terme. Un festival sull’Appennino a pochi chilometri dalla casa del cantautore e dove aveva rivelato al pubblico arrampicatosi fino lassù, la sua voglia di dimettersi da star. “Un ritiro sui monti per fare ciò che più amo”, aveva detto Guccini: “leggere e scrivere. Libri soprattutto”.

Per le canzoni era rimasto poco spazio, rivelando addirittura la fatica di relazionarsi con la musica, le note e le sue composizioni. “Oggi faccio più fatica. Ci penso un po’, poi freno. Certe cose mi sembra di averle già cantate. Però qualche brano nuovo c’è”. Era stanco il cantante ad agosto, ma già era chiaro che qualcosa gli frullava in testa quando con una risata aveva parlato degli amici cantanti che girano il mondo per avere tecnici internazionali: “I miei amici Ligabue e Zucchero sono sempre alla ricerca di grandi tecnici in giro per il mondo. Il mixaggio lo fanno a Londra, poi vanno in California. Io il prossimo disco lo registro a Pavana”.

Scherzava Guccini, ma si vede che a qualcosa già pensava perché sono bastati pochi mesi ed ecco l’annuncio del nuovo disco. Alla fine ha scelto il Mulino di Chicon nel suo paese in provincia di Pistoia, dove è cresciuto e si è ritirato a vivere. “Da domani invece di macinare faremo una cosa curiosa, registreremo il disco”, ha detto Guccini nel breve video registrato davanti all’edificio dei nonni. Un ritorno alle origini per registrare canzoni con i musicisti di un tempo e raccontare così ai suoi tanti ascoltatori che cosa ha visto dell’ultima Thule, in quel lungo viaggio che è stata la sua carriera artistica.