“E’ successo quello che immaginavo. Questi politici cialtroni sono ipocriti e codardi. Ora la Procura renda esecutiva la pena e mi venga a prendere”. Così il direttore del Giornale Alessandro Sallusti commenta con l’agenzia Ansa lo slittamento dei tempi per l’approvazione del ddl diffamazione oltre il 26 ottobre, giorno in cui termina la sospensione della pena. “Io chiedo a questo punto alla procura di trasmettermi l’ordine di carcerazione che non ho ancora ricevuto – aggiunge Sallusti – vorrei capire chi si prende la responsabilità di tenere questo ordine nel cassetto. Voglio che cessi questo trattamento anormale, evidentemente non mi hanno mandato l’ordine perché non hanno il coraggio di renderlo esecutivo essendosi resi conto dell’errore che hanno fatto. Si vergognano”. Il giornalista conferma che non chiederà l’affidamento ai servizi sociali “io non chiederò nulla – aggiunge – non ho nessuna intenzione di restare appeso a questi politici ipocriti e codardi che non sono in grado di decidere nulla”.

Sallusti si riferisce alla decisione presa dalla conferenza dei capigruppo della Camera che ha calendarizzato per il 29 ottobre l’inizio della discussione del testo. Contemporaneamente, è stata revocata in commissione giustizia del Senato la sede deliberante al testo sul ddl. La richiesta è arrivata da 6 senatori di quasi tutte le parti politiche: Bruno, Perduca, Vita, Vimercati, Li Gotti e D’Ambrosio. Di conseguenza, anche a Palazzo Madama si allungano i tempi per l’approvazione. “La legge sulla diffamazione sarà esaminata in commissione Giustizia in sede referente per la complessità della materia – ha spiegato Silvia Della Monica, capogruppo Pd in commissione Giustizia – e per il numero degli emendamenti si è giunti a questa decisione a seguito di una richiesta di Idv e Api alla quale si è associato il Pd. Il tema è complesso e delicato, si è lavorato alacremente, ma è evidente che sono necessari molti aggiustamenti ed è quindi pienamente comprensibile la necessità di questo passaggio”.