Il Tribunale di Parma ha fissato per il 26 ottobre l’udienza sulla richiesta di ispezione arrivata dalla Procura, che sta indagando sull’operazione che nel maggio scorso aveva visto i francesi di Lactalis, da poco più di un anno proprietari della Parmalat, vendere al gruppo italiano, in evidente conflitto di interessi, le loro attività nei formaggi negli Usa e Sud America per l’importante somma di 904 milioni di dollari. Un’operazione che aveva già spinto la Consob a chiedere lumi e nella quale Lactalis era stata consigliata da Mediobanca che aveva messo nero su bianco che il prezzo pagato da Parmalat per Lactalis Usa è stato “congruo”.

Peccato però che l’istituto di Piazzetta Cuccia sia giunto a questa conclusione senza neanche effettuare un’analisi dei conti autonoma (in gergo due diligence) sulle attività americane di Lactalis, ovvero si è fidata dei dati forniti dai francesi, e che l’indipendenza di Mediobanca, benché rivendicata dai sindaci di Collecchio, non sia così lampante avendo l’istituto finanziato Lactalis con 410 milioni in occasione dell’acquisto per 6,7 miliardi della Parmalat. Somma che grazie anche all’operazione americana sta rientrando nelle casse di Piazzetta Cuccia.

Poi sono arrivate le indagini dei pm che, secondo quanto emerge dalla nota che dà conto del provvedimento che ha fissato la data dell’udienza, riguardano l’ipotesi di reato disciplinata dall’articolo 2409 del codice civile, quello relativo a gravi irregolarità nell’adempimento dei doveri degli amministratori e dei sindaci. Lo stesso, per intenderci, all’origine della denuncia del fondo Amber sulla cattiva gestione della famiglia Ligresti in FonSai.

In questo caso non è chiaro se la richiesta di andare a fondo nella vicenda sia partita da uno dei soci di minoranza del gruppo alimentare con in mano almeno il 5% del capitale, o sia un’iniziativa della Procura che ha aperto un fascicolo dopo un esposto della Consob. La Commissione ritiene infatti che l’acquisizione, per la quale è stato usato parte del “tesoretto” da 1,5 miliardi accumulato dall’ex commissario straordinario di Collecchio, Enrico Bondi, con le revocatorie intentate alle banche, sia stata portata avanti da Lactalis arrecando un danno all’azienda italiana. Certo è che Gamco Asset Management e Fidelity Worldwide Investment, oltre che Amber, hanno espresso di recente dure critiche all’operazione con due lettere indirizzate al Cda del gruppo di Collecchio.

Il Tribunale civile di Parma dovrà decidere se dare il via libera all’ispezione e provvedere quindi a nominare i consulenti che dovranno valutare le carte. Parmalat, nei giorni scorsi, indicando che finora non risulta iscritto nessuno nel registro degli indagati, ha ribadito che l’acquisto di Lactalis America “è stato effettuato nell’interesse della società, in modo trasparente, oltre che secondo termini corretti e nel rispetto di quanto previsto da tutte le normative vigenti”.