Per ora c’è una sola certezza. Il killer è sceso dallo scooter guidato dal complice e ha sparato per uccidere sia Massimiliano Spelta, 43 anni e incensurato, sia sua moglie Carolina Payano Ortiz, 21 anni e originaria di Santo Domingo. Nessun altro punto fermo nelle indagini sul duplice omicidio di ieri sera in via Muratori a Milano, nella zona centrale di Porta Romana. La squadra mobile segue tutte le piste: per quella che sembra un’esecuzione in piena regola non sono esclusi moventi economici, passionali o legati alla droga. In mattinata gli investigatori hanno trovato 47 grammi di cocaina nell’appartamento in via Mecenate dove viveva la coppia. Mentre il racconto dei testimoni ha consentito di ricostruire la dinamica della sparatoria: la prima a essere colpita è stata la donna, diversamente da quanto era sembrato ieri. Intanto è già scoppiata la polemica politica sulla sicurezza in città.

Ieri sera, intorno alle 8, killer e complice sono arrivati in via Muratori, il volto nascosto dal casco integrale. L’omicida ha sparato più colpi. Sei o sette in tutto, riferiscono gli investigatori: per il numero preciso bisognerà attendere i risultati delle autopsie e le perizie balistiche. Prima ha puntato l’arma verso Payano Ortiz, colpita alla nuca e caduta a terra mentre teneva in braccio la figlia di 18 mesi, che si è salvata. Poi si è girato e ha rincorso per pochi metri Spelta, che stava cercando di fuggire. Ha fatto di nuovo fuoco, puntando prima alla schiena, poi alla testa. Quando gli operatori del 118 sono arrivati, l’uomo era già privo di vita. La moglie è invece stata trasportata in ospedale, dove è morta qualche ora dopo.

Non è al momento chiaro se dovessero essere uccisi tutti e due, o se l’obiettivo degli assassini fosso solo uno di loro. Ma è certo che, quando il killer si è trovato davanti Spelta e Payano Ortiz, ha sparato per ammazzarli entrambi. Nessun proiettile vagante, nessun errore, quindi. Diverse persone hanno assistito alla scena, in una zona di bar e ristoranti. Nei locali intorno non risultano prenotazioni a nome delle vittime: la polizia per ora non è riuscita a chiarire dove stessero andando o da dove venissero. La loro auto, una Bmw 320 di colore scuro, era parcheggiata a poca distanza. E’ stata sigillata in attesa delle analisi degli investigatori.

Nel frattempo un dettaglio sulla vita della coppia è arrivato dall’ispezione del loro alloggio, dove un sacchetto con 47 grammi di cocaina era nascosto in un cassetto della camera da letto. Ulteriori dettagli arriveranno dai circuiti di videosorveglianza, visto che intorno a via Muratori sono installate diverse telecamere. Le indagini sono coordinate dal pm di turno Elio Ramondini. Spelta, originario di Quistello (Mantova), e Payano Ortiz si erano sposati l’anno scorso a Santo Domingo. La loro bimba, che ha riportato solo qualche lieve ferita a seguito della caduta, è stata affidata alla sorella di Spelta. E per ora proprio la sorella è l’unica famigliare a essere stata sentita dagli investigatori.

I rapporti con la famiglia negli ultimi tempi si erano diradati. Spelta era socio insieme a una decina di parenti della Dietetics farm, un’azienda che commercializzava integratori alimentari. La società, fallita nel 2011, era stata liquidata volontariamente. Da allora non è chiaro quali attività abbia svolto Spelta: alla squadra mobile non risulta che avesse un lavoro da dipendente. E dal racconto della sorella non è stato possibile ricostruire quali fossero le sue frequentazioni. Di “episodio tremendo” ha parlato il sindaco Giuliano Pisapia, in missione istituzionale in Medioriente. Il primo cittadino incontrerà giovedì il questore Alessandro Marangoni: “Dobbiamo trovare un modo perché fatti del genere non possano più accadere”, ha detto. L’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli ha scritto una lettera al prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi per chiedere la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ma sulla vicenda è già esplosa la polemica politica.

L’ex presidente del consiglio regionale Davide Boni (Lega) ha invocato il ritorno dei militari per le strade della città: “Ormai – ha dichiarato – non passa giorno in cui non avvengano episodi di violenza indiscriminata nelle strade di Milano. I recenti fatti di cronaca nera dimostrano in modo inequivocabile il fallimento della Giunta Pisapia sul fronte della sicurezza”. Parole che si aggiungono a quelle pronunciate ieri dal vice presidente del consiglio comunale Riccardo De Corato (Pdl), secondo il quale “questa sparatoria è il risultato dell’abbassamento del livello di guardia sulla sicurezza da parte della giunta Pisapia”. Sulla vicenda è intervenuto anche l’arcivescovo Angelo Scola: “Milano sta cambiando, come tutto il mondo e le grandi metropoli – ha detto -. Basta fare due passi per le strade per accorgersi di questo, ma io sono pieno di speranza”.