“Ci vuole un congresso per confrontarci sulle regole del Movimento 5 Stelle”. E’ chiara e diretta, Raffaella Pirini che con la sua lista civica DestinAzione Forlì, e il marchio del Movimento concesso direttamente dal blogger genovese, è stata eletta consigliere comunale a Forlì nel 2009.

“Non deve essere un congresso come quello dei partiti tradizionali – prosegue – ma un semplice incontro fisico tra attivisti ed eletti nel Movimento, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in cui si chiariscono alcuni punti chiave per il presente e il futuro politico dei 5 Stelle, semplici richieste di democrazia interna”.

La voce della Pirini (video su youtube) si aggiunge alle migliaia di commenti che sui social network hanno caratterizzato il ciclone seguito alle dichiarazioni di Giovanni Favia a Piazzapulita: “Chi decide cosa nel Movimento? Come e perché? Le regole cambiate in corso d’opera, come quelle usate per espellere Tavolazzi, vanno discusse con tutti gli attivisti e poi insieme si vede come procedere. E non lo dico per fare un favore a Favia anzi, il problema era già evidente nel gennaio scorso quando scoppiò il caso Defranceschi (il consigliere diede la propria solidarietà ai lavoratori dell’Unità e Grillo subito lo scomunicò, n.d.r.)”.

Pirini non va troppo per il sottile: “Andrebbe discussa anche quella parte del “non-statuto” in cui si parla del limite di due mandati e di dieci anni per i consiglieri in carica. Una regola generica su cui siamo d’accordo proprio per fare in modo che non si crei clientelismo come nei vecchi partiti ma i due mandati non dovrebbero valere, come nel caso di Favia a Bologna, quando il Comune è stato commissariato. Questo aspetto va discusso assolutamente in un’assemblea”.

Così anche il fondatore Grillo può essere uno degli elementi da mettere in discussione: “Ci ha messo l’anima e il cuore. I suoi spettacoli sono stati il megafono per la voce dei cittadini. Ma ora le regole date devono cominciare ad essere discusse con attivisti e cittadini. Di fronte a noi ci sono le elezioni per il Parlamento, non siamo più agli albori del Movimento”.

E se queste richieste sembrano aprire nuovi scenari organizzativi e simbolici nella struttura del Movimento 5 Stelle, scenari molto simili alle organizzazioni dei cosiddetti “vecchi partiti”, Pirini tende a scansare le critiche: “Non ci sono correnti nel Movimento, semmai delle logiche tensioni interne. L’operazione trasparenza che potrebbe nascere non porterebbe né me né Favia da nessuna parte. Ne guadagnerebbe in correttezza, umanità e democrazia soltanto quella grande risorsa politica che è il Movimento 5 Stelle”