Non ritratta quanto ha dichiarato nel fuori onda, che è “colpa sua” e non è stato concordato in nessun modo. Anche se quelle parole lo porteranno a rassegnare le dimissioni “tra qualche mese”. Poi “saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerle o accettarle”. Le parole di Giovanni Favia che ieri sera sono andate in onda a Piazzapulita lo hanno spinto a fare chiarezza di fronte ai suoi elettori e al movimento e sulla sua pagina Facebook ha fatto chiarezza intorno a quanto ha dichiarato su Roberto Casaleggio. Ci tiene a chiariere che “le liste dell’m5s, dalle comunali alle regionali, nascono spontaneamente ed in democrazia diretta. I suoi consiglieri agiscono in piena autonomia, con una libertà a disposizione che non ha eguali”.

E poi puntualizza quanto è stato trasmesso ieri sera da La 7: “Chi è così bravo da poterci dare lezioni? Nel mio sfogo del fuori onda, parlando di assenza di democrazia, non attaccavo il Movimento, ma un problema che oggi abbiamo e che presto dovrà risolversi. Ovvero la mancanza di un network nazionale dove poter costruire collettivamente scelte e decisioni, comprese le inibizioni e le attribuzioni del logo. Questa falla concentra tutto in poche mani, seppur buone e fidate, generando una contraddizione che spesso sul territorio ci viene rinfacciata. Non è un problema di sfiducia, è un problema d’efficienza, d’organizzazione e di principio. Basta leggere il nostro non-statuto”. Spiega perché finora non aveva parlato in modo altrettanto “chiaro” (“Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché, come tanti altri di noi, avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente) e si rimprovera di essersi lasciato “andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mie ero fidato. Capita in famiglia, capita tra amici, capita al lavoro, anche tra persone che si vogliono bene, avere reazioni esagerate in momenti di tensione”.

Parla anche del suo rapporto con Casaleggio: “Ricordo che a Maggio, mese in cui mi fu fatta l’intervista, il MoVimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna era in ebollizione per l’espulsione di Valentino Tavolazzi di cui io ero un grande amico e che ho visto piangere. I miei rapporti con Gianroberto Casaleggio estremamente critici, anche se la storia è molto lunga. Lo scherzo del destino è che proprio in prima serata mi ero sentito al telefono con lui, per la prima volta chiarendo alcune cose e dopo tanti mesi di chiusura comunicativa e di voci riportate da terzi, che forse hanno scavato ancor più un solco tra noi. Ma oggi è secondario”.

Sulle ‘confidenze’ rilasciate al cronista (Gaetano Pecoraro, ndr), poi, puntualizza: “A prendermela col giornalista sarei ridicolo. La colpa è mia. Due anni in mezzo agli squali non mi hanno fatto crescere sullo stomaco tutto quel pelo che serve per reggere la pressione che c’è oggi intorno al MoVimento. In questi anni, dando anima e corpo, credo d’aver portato tanta acqua al mulino del movimento. Ieri ne ho fatta drenare un po’. Non avete idea di quanto questo mi colpisca al cuore. Tra qualche mese, come ogni semestre, rassegnerò le mie dimissioni e saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerle o accettarle”. Gli eletti nel Movimento 5 Stelle infatti, ogni sei mesi, organizzano un incontro con i militanti per rendere conto del proprio operato ed, eventualmente, per rimettere il mandato nelle mani del movimento.

In rete, già ieri sera, correva il sospetto che quelle parole non fossero un errore dovuto all’ingenuità, ma il consigliere intende mette a tacere qualsiasi sospetto: “E’ fantascienza ed un’offesa all’intelligenza – conclude nel suo messaggio sul social network- pensare che un fuori onda, per me così degradante, potesse essere concordato”.