“Una pausa di riflessione”. Come accade nelle migliori coppie, tra Andrea Defranceschi e il Movimento 5 Stelle sembra essersi rotto l’incantesimo. Il consigliere della Regione Emilia Romagna da giorni è bersaglio del fuoco amico per aver promosso una risoluzione a favore dei lavoratori del quotidiano l’Unità. Un’azione che aveva fatto infuriare Beppe Grillo e a ruota una parte del Movimento, sia attivisti, sia eletti. E non è bastato fare un parziale dietrofront modificando il documento. La tensione è rimasta altissima tanto da spingere Defransceschi a prendersi un momento per riflettere sul suo ruolo all’interno del Movimento.

La vicenda inizia a ridosso delle feste natalizie, quando il consigliere del M5S firma una risoluzione che chiede al presidente Vasco Errani di impegnarsi per nel salvataggio dell’Unità, in grave stato di crisi. La reazione del comico genovese arriva il giorno successivo sotto forma di una attacco durissimo al consigliere.  “Il 2012 non sarà del tutto negativo – scrive Grillo sul suo blog – Porterà in dono anche la chiusura di molti giornali finanziati con soldi pubblici, veri cani da guardia dei partiti. Se qualche esponente del Movimento 5 Stelle la pensa diversamente non è un problema – conclude il comico genovese riferendosi nello specifico al caso Defranceschi – Il Pdmenoelle lo accoglierà subito tra le sue braccia”.

Subito gli attivisti si scatenano in rete: c’è chi chiede la testa di Defransceschi, reo di sostenere il finanziamento pubblico ai giornali venendo così meno alle idee che ispirarono il V2day, e chi si distacca dai toni di Grillo chiedendo di essere più conciliante. La questione finisce sulla stampa locale  e diventa l’occasione per alcuni eletti del Movimento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Massimo Bugani, consigliere del Comune di Bologna, chiede di rivedere la gestione dei soldi che arrivano dalla Regione. I due consiglieri in Emilia Romagna, Giovanni Favia e Andrea Defransceschi, ogni mese si autoriducono lo stipendio portandolo a 2770 euro, versando il resto al Movimento. Un sistema che non piace a tutti: “I soldi non devono restare sul conto degli eletti – dice Bugani –. Serve più trasparenza. Meglio creare un associazione ad hoc per gestirli”.

Il Movimento si spacca tra e pro e contro. La tensione interna si alza giorno per giorno, fino a quando Defransceschi non decide di annunciare una “pausa di riflessione personale”, che ora fa adombrare la possibilità di dimissioni dal suo incarico in Regione.